Serra. Viabilità, i commercianti sul piede di guerra: sale l’ipotesi di lasciare la Provincia di Vibo

Un momento dell'incontro promosso dall'associazione Cartusia

Fare rete per risollevare le sorti di un centro che, pur disponendo di immense potenzialità, non riesce a decollare. L’idea dell’associazione degli operatori economici serresi Cartusia non è di facile concretizzazione, ma ha il merito di guardare al futuro con ambizione senza scoraggiarsi di fronte alle numerose difficoltà. Nell’incontro svoltosi presso la sala conferenze del Parco delle Serre, la compagine guidata da Gino Calabretta ha avuto modo di sviscerare una serie di problemi che coinvolgono la categoria e che frenano il dispiegarsi delle attività economiche. A cominciare dallo stato della viabilità in riferimento al quale – dopo il sollecito inviato al prefetto, al presidente della Provincia ed a quello della Regione – oltre alle manifestazioni di piazza, si ipotizzano soluzioni plateali quali una raccolta di firme per uscire dalla Provincia di Vibo. Gli aderenti hanno poi discusso della “piaga dell’abusivismo” sottolineando che “chi esercita la professione in nero crea un danno sia alla società in quanto non contribuisce al benessere sociale attraverso il pagamento delle tasse, sia al consumatore poiché si ignorano le regole ed i controlli sanitari sugli ambienti di produzione e sui prodotti”. Dopo un breve passaggio sui disagi causati dai lavori eseguiti sugli impianti Enel, gli operatori si sono concentrati sulla promozione di “una vetrina digitale per favorire la valorizzazione delle attività produttive locali” e sulla promozione turistica da agevolare anche tramite “l’installazione di cartelloni pubblicitari 6×3 idonei a mettere in evidenza le bellezze del territorio e le opportunità commerciali locali”. La conclusione è stata dedicata agli accorgimenti richiesti al Comune per scongiurare difficoltà riconducibili all’operatività della Zona a traffico limitato e alla possibilità di promuovere eventi e spettacoli nelle serate domenicali durante le quali le attività resteranno aperte.

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