Serra, un anno di Amministrazione Barillari: i nuovi indirizzi e i rapporti con l’opposizione

L’avventura amministrativa del movimento civico “Liberamente” è partita un anno fa. La mattina della terza domenica di settembre 2020 – che da sempre a Serra San Bruno viene identificata con la festa della Madonna Addolorata – è iniziato quel voto che il popolo di Alfredo Barillari attendeva da 4 anni, da quando il sogno di rivoluzionare l’assetto politico locale (fino ad allora dominato dai gruppi di Bruno Censore e Nazzareno Salerno) si era interrotto a pochi passi dalla realizzazione. Quattro anni non banali in cui era facile scommettere sulla dissoluzione di una compagine in cui tanti diversi orientamenti convivevano (e convivono) e che era sorta sulla spinta emotiva delle arringhe del suo leader.

Lo scrutinio del martedì è partito in salita, poi il testa a testa, quindi la marcia trionfale conclusa con 263 lunghezze di vantaggio. Infine, l’improvvisato (ma non tanto) palchetto in piazza San Giovanni con comizio di ringraziamento e festa annessa. Da lì è partito il cammino amministrativo (non quello politico, che è altra storia) di “Liberamente”. Subito difficile, perché gli strascichi della pandemia hanno continuato a farsi sentire: la risposta è stata l’apertura del centro vaccinale con l’utilizzo dei locali della struttura polisportiva. Questo aspetto ha inciso in maniera significativa in riferimento alle energie impiegate da giovani che, in molti casi, erano alla prima esperienza diretta nella gestione della cosa pubblica. Dunque, tanto entusiasmo ma anche necessità di capire il funzionamento, i problemi, le pretese ed i vizi della macchina burocratica. E l’esigenza di arginare la voglia di rivalsa, di mantenere la dovuta lucidità per non cadere nel tranello di mischiare la fase di raccolta del consenso con quella di prendere decisioni forti e capaci di impostare nuove regole, di limitare eventuali individualismi.

I momenti salienti di questo arco temporale sono stati i finanziamenti ottenuti (in particolare con il bando “Sport e periferie”, i fondi per viabilità e miglioramento di Santa Maria del Bosco, il PaIS nel settore sociale), la stabilizzazione degli ex Lsu/Lpu (rimasti, però, per diversi mesi senza stipendio a causa delle mancate erogazioni statali e regionali) e la dichiarazione di dissesto finanziario. Quest’ultima è stata motivo di polemiche, non certo per la massa debitoria o i mancati introiti (chiaramente attribuibili ad altri periodi) ma per la presunta possibilità di evitarla. Il rapporto con le opposizioni, d’altronde, dopo i primissimi mesi di calma, è divenuto ruvido con scontri che si sono sviluppati più sui social che nei Consigli comunali. Emblematico, in questo senso, il caso della diatriba relativa alla messa in vendita del vivaio “Rosarella” che, comunque, come per il mercato coperto, appare di difficile concretizzazione. Di recente, le polemiche sono diventate più frequenti, specie per l’intransigenza su singole questioni del consigliere Vito Regio.

Si notano segnali di volontà di un nuovo ordine: estensione temporale della Ztl, chiusura al traffico del tratto Calvario-Certosa nel periodo estivo, misure per l’arredo urbano del centro storico e attivazione dei Puc (impiego dei percettori del reddito di cittadinanza) rappresentano azioni a costo zero (o quasi) che traducono una precisa linea.

Più dibattuta la vicenda delle casette di Santa Maria riacquisite al patrimonio comunale.

Il primo anno, ad ogni modo, è quello dello studio, della conoscenza, del “prendere le misure”. Adesso inizia uno step ulteriore, più complesso: quello delle grandi tematiche (acqua, rifiuti, tassazione, sviluppo) che richiedono il pre-requisito della programmazione e la fermezza nell’indirizzo politico, fermo restando che occorre fare i conti con la disponibilità di risorse. Il percorso, insomma, è lungo e carico di insidie: il modo in cui verranno affrontate farà la differenza tra l’Amministrazione del “cambiamento” e della “discontinuità” e un’Amministrazione anonima e di corto respiro.

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