Serra. Strappo di Giancotti, Lagrotteria e Albano: se ne vanno dal Pd

I tre amministratori rimangono, però, nel movimento “La Serra rinasce”

“In un tempo poi non tanto lontano, quando la politica e i partiti contribuivano in modo positivo e qualificante alla crescita socioculturale ed economica della società, ogni campagna elettorale lasciava un messaggio chiaro, marcava un segno indelebile per il futuro dei partiti. I moniti e le risultanze delle competizioni elettorali rappresentavano il punto di ripartenza per iniziare nuovi percorsi e ripensare proposte e programmi per ogni contesto sociale. Ci si soffermava a capire quali politiche di governo meritavano di essere riviste, quali battaglie non erano state condotte con fermezza, si interrogava la base del partito, si ascoltava la piazza, si faceva del coinvolgimento popolare più ampio possibile la regola maestra, per mettere in essere una rinnovata proposta politico partitica”.

Analizzano le riflessioni e le azioni del passato il vicesindaco Valeria Giancotti, l’assessore Brunella Albano ed il consigliere Walter Lagrotteria che, per effetto delle dinamiche interne al Pd, compiono un passo importante sotto l’aspetto politico ponendosi una domanda: “le ultime elezioni politiche del 4 marzo 2018 hanno mandato un segnale forte e chiaro al Partito Democratico?”. Sicuri della “risposta scontata”, i 3 amministratori si pongono un ulteriore quesito: “il Partito Democratico ha colto appieno il grido di disaffezione che i suoi militanti astenendosi o votando contro hanno urlato?”. Anche in questo caso la risposta è negativa e Giancotti, Albano e Lagrotteria fanno proliferare gli interrogativi: “perché non si è corsi ad aprire un confronto ed un dibattito approfondito con tutti, con le forze sociali, con i giovani, con i disoccupati, con le tante energie positive di questo paese prima di aprire e ‘chiudere’ la fase congressuale?
Perché si è scelto di rimanere sordi alle tante sirene che, alla fine, disperate e quasi costrette scelgono di cantare a malincuore per i populisti più esasperati d’Europa?
Perché, ancora una volta, con sconvolgente prepotenza si è scelto di proporre gli schemi del passato, quelli della peggiore partitocrazia?
Perché si è preferito praticare la solita corsa al confezionamento precostituito di liste per prenotare uno o più posti all’assemblea nazionale o regionale del partito senza pensare che così facendo siamo giunti al punto in cui siamo?”. Emerge poi la voglia di rompere con ciò che è stato e di concretizzare un cambiamento.
“La spasmodica sete di potere e la patologica voglia di preservare uno o più status quo – sostengono – era ed è, evidentemente, più importante della necessaria ed irrinunciabile risposta a questi quesiti.
E allora chi come noi aveva scelto di militare in una casa democratica ricca di valori e di storia ed aveva immaginato che davvero il Partito Democratico potesse competere con le sfide che questo paese in affanno ci riserva, oggi di fronte all’ennesima prepotente ed insensibile accelerazione verso una rotta buia, si ferma, riflette ed in mancanza di una prospettiva politica coerente e concreta guarda a nuovi orizzonti”. I tre precisano infine, visto che rivestono il ruolo di amministratori del Comune di Serra San Bruno, che “il nostro percorso amministrativo continua senza tentennamenti. Il movimento ‘La Serra Rinasce’ a livello comunale continuerà ad essere la nostra casa comune”.

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