Serra, scampato il pericolo imminente per gli ex Lpu ma resta il nodo della stabilizzazione

Si riaccende la speranza per gli ex Lpu del Comune di Serra San Bruno. Dopo il rischio corso con la scadenza per la conclusione delle procedure di stabilizzazione del 31 marzo (poi prorogata al 31 maggio) e gli accenni di (blanda) protesta, per questi lavoratori che vivono la sofferenza da più di 20 anni potrebbe essere stata imboccata la strada giusta. Il cammino non è ancora in discesa, ma l’imminenza del pericolo sembra essere superata.

La Commissione “Affari Costituzionali” del Senato ha infatti approvato l’emendamento al decreto – legge n. 44 Draghi del primo aprile, che incentiva ulteriormente le assunzioni degli Lsu e degli Lpu stabilendo deroghe e proroghe fino al 31 luglio.

Secondo quanto spiega il senatore Giuseppe Auddino l’atto fugherebbe “ogni dubbio sull’applicabilità delle deroghe anche agli Lpu”. “Grazie agli uffici tecnici del Ministero del Lavoro ed ai miei consulenti legislativi – spiega l’esponente del Movimento 5 Stelle – siamo riusciti ad inserire nel provvedimento una norma chiara che aiuterà a stabilizzare tutti i lavoratori, nessuno escluso. La mia norma appena approvata stabilisce a chiare lettere che le assunzioni a tempo indeterminato dei lavoratori Lpu sono effettuate anche in deroga, in qualità di lavoratori sovrannumerari, alla dotazione organica e al piano di fabbisogno del personale. In questo modo – precisa – è stato rimosso ogni possibile ostacolo normativo all’applicazione delle deroghe assunzionali anche ai lavoratori di pubblica utilità”.
“Ora – rileva – non ci sono più dubbi né alibi per assumerli e stabilizzarli: le deroghe valgono anche per gli Lpu. La stessa norma prevede che le assunzioni dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità in deroga ai limiti assunzionali previsti dalla legge possono essere effettuate fino al 31 luglio 2021. Altri due mesi e mezzo di tempo, un arco temporale più che adeguato durante il quale gli enti dovranno adoperarsi per le assunzioni dei lavoratori rimasti”. Infine, con una previsione di spesa pari ad ulteriori 5 milioni di euro, è stata previsto anche la proroga dei contratti a tempo determinato consentendo ai lavoratori, “nelle more del completamento delle procedure per l’assunzione a tempo indeterminato, di continuare a lavorare in serenità”.

Resta da vedere, però, il nodo concernente l’aspetto finanziario: Comuni come quello di Serra San Bruno che si trovano in regime di Piano di riequilibrio non possono far fronte a nuove spese e questo, in assenza di risorse regionali destinate alle stabilizzazione, potrebbe rappresentare un ostacolo non indifferente.

Dunque, una boccata d’ossigeno che deve alimentata con provvedimenti capaci di offrire soluzioni definitive per chi è stato “trattenuto” per oltre due decenni al servizio degli Enti pubblici e che, adesso, non avrebbe alternative.

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