Serra San Bruno, l’Amministrazione comunale fa chiarezza sulle alienazioni

"Non vogliamo dare 'spalla' a chi, oggi fuori dal contesto istituzionale, cerca un palcoscenico dal quale esibirsi in vista, forse, di prossime competizioni elettorali di amici e/o compari"

“Il rispetto che nutriamo verso i nostri concittadini e le serie problematiche che ci stiamo trovando ad affrontare, ci impongono – premette l’Amministrazione comunale di Serra San Bruno – di non dare ‘spalla’ a chi, oggi fuori dal contesto istituzionale, cerca un palcoscenico dal quale esibirsi in vista, forse, di prossime competizioni elettorali di amici e/o compari.


La serietà e la trasparenza che ci hanno sempre contraddistinto, comunque, ci inducono a fare chiarezza nei confronti della comunità.
Anche se qualcuno non lo sa e qualcun altro fa finta di non saperlo, è un dato di fatto che il nostro Comune si trovi sottoposto ad un Piano di riequilibrio pluriennale ventennale per rientrare da una passività di circa 7.300.000 euro, così come è un dato di fatto che il Bilancio di previsione finanziario 2020/22 sia stato approvato da parte del Commissario prefettizio.
La messa in vendita della zona Pip, del mercato coperto, di alcuni terreni e della particella inerente al Vivaio di Rosarella (e i relativi valori indicativi) rientrano nel piano delle alienazioni predisposto già da agosto, e mai prima da alcuno contestato”.
“Solo le relative previsioni di entrata – specifica l’Amministrazione serrese – hanno permesso di approvare dal Commissario il bilancio, nonostante le condizioni critiche esistenti.
Condizioni che, ricordiamo, sono state determinate anche dal contributo di qualcuno che oggi si erge a cattedratico e che ancora, pur essendo consapevole della cantonata presa, persevera in una critica sterile e faziosa.
È doveroso sottolineare che nel corso dei lavori del Consiglio comunale, la tavola relativa alla particella in vendita è stata messa sotto gli occhi dei consiglieri di ‘Per Serra insieme’ che, senza avanzare alcuna controreplica, hanno preso visivamente atto che né il laghetto, né la casetta siti in località Rosarella erano ricompresi nell’immobile messo a bando.
Così come urge chiarire che l’immobile medesimo possa essere utilizzato, in caso di vendita, solo per un progetto ritenuto di interesse pubblico o sociale.
Di certo non era pensabile, salvo che non si sia in assoluta malafede, trovare in soli due mesi un’entrata alternativa alle alienazioni previste per oltre 1.300.000 euro.
E di certo non la hanno trovata coloro che predicano ‘l’opposizione costruttiva’ e poi, pur di attaccarci politicamente, avanzano critiche che dimostrano l’assoluta disconoscenza della differenza tra un bilancio di previsione e un riequilibrio e che, cosa ancor più grave, pensavano di poter attualmente assestare il Bilancio con le entrate di un PSC ancora agli albori o, ancora peggio, con un condono edilizio ‘comunale’.
“Per quanto ci riguarda, non daremo più ulteriori risposte a rilievi insensati e faziosi, né visibilità a chi, pur di tornare in Sala Giunta, fa richieste a nome di consiglieri che poi di fatto – è la stoccata conclusiva della compagine che regge le sorti della Città della Certosa – delegittima con conferenze stampa che mostrano chiaramente chi muove le fila del movimento politico in questione.
Abbiamo, infatti, da pensare a come tutelare Serra ed i Serresi da questa pandemia e come rimediare ai danni che qualcuno, prima di noi, ha fatto”.

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