Serra. Punto Inps, controreplica di Rosi: “Il sindaco continua a guardare al passato”

Continua il dibattito fra le forze politiche in riferimento alla situazione del Punto Inps e dell’Agenzia delle Entrate. Il già primo cittadino Bruno Rosi non gradisce le affermazioni del sindaco Luigi Tassone e controreplica sottolineando che la controparte “ha dimostrato ancora una volta di vivere in un mondo tutto suo non proiettato al futuro, ma che guarda ad un passato la cui trama se la racconta come meglio a lui gli aggrada”.

“Come al solito – sostiene l’esponente di FdI – ha sbandierato la solita telefonata con i vertici regionali dell’Agenzia delle Entrate, ma non ha fatto alcun cenno alla risposta che gli dovrebbe essere stata data, si è solo limitato a dire che in ogni caso queste sono decisioni che vengono prese dall’alto. Che queste decisioni vengono prese dall’alto lo sanno anche i bambini, il problema è sapere che cosa intende fare il sindaco per scongiurare questa probabile e quasi imminente nefasta decisione. Il sindaco dovrebbe sapere che anche l’Agenzia delle Entrate ha chiesto al Comune la disponibilità dei locali. Il sindaco ha rassicurato sul fatto che il punto Inps non verrà ridimensionato, più ridimensionato di così significherebbe lasciare solo l’insegna; si è dimenticato del fatto che il 6 giugno 2016, quando lui si è insediato, a Serra San Bruno c’era l’Agenzia Inps oggi c’è solo un semplice Punto Inps, ma forse non è nemmeno una virgola. Se dopo aver fornito gratuitamente i locali l’Agenzia Inps viene ridimensionata ad un semplice punto Inps per il sindaco è una vittoria allora stiamo freschi”. Rosi critica anche i concetti prettamente politici di Tassone e specifica che “il sindaco ha chiuso parafrasando il mitico Fabrizio De Andrè, ma forse non ha ben riflettuto sul prosieguo della frase da lui citata che recita testualmente ‘così una vecchia mai stata moglie, senza mai figli e senza più voglie si prese la briga e di certo il gusto di dare a tutte il consiglio giusto e rivolgendosi alle cornute le apostrofò con parole argute, il furto d’amore sarà punito, disse, dall’ordine costituito’.
Politicamente parlando e riferendomi sempre alla stupenda canzone/poesia ‘Bocca di rosa’ del mitico De Andrè, io non mi sento minimamente vecchio, ho certamente figli ed ho sicuramente voglie, per cui il sindaco ha sbagliato indirizzo; sarebbe molto interessante capire – conclude Rosi – sempre in riferimento alla poesia di De Andrè, se il ruolo che il sindaco si è ritagliato per lui è quello delle ‘cornute’ oppure è quello di ‘bocca di rosa’ la quale, nonostante l’ottimo lavoro svolto, alla fine viene mandata via da quel paese? A buoni intenditori poche parole”.

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