Serra. Presunte assunzioni all’asilo “Chimirri”, la minoranza: “Vogliamo vederci chiaro”

L'Asilo Chimirri di Serra San Bruno

Il tema occupazionale entra di prepotenza nella campagna elettorale serrese. Ad alzare il livello di attenzione sono i consiglieri comunali Antonio Procopio, Luigi Tassone e Vito Regio che, in una missiva indirizzata al presidente dell’asilo infantile “Caterina Chimirri” e al Consiglio di amministrazione chiedono lumi sulle “voci riguardanti presunte future assunzioni, con particolare riferimento a figure quali cuochi, aiuti cuochi ed altre eventuali mansioni”. “Poiché l’Istituto svolge una funzione educativa e sociale importante per la comunità – argomentano i rappresentanti della minoranza – e considerato che, da quanto noto pubblicamente, nel corso degli anni ha attraversato non poche difficoltà economiche e gestionali, riteniamo doveroso chiedere che venga fatta piena chiarezza sulla questione, evitando il rischio che aspettative occupazionali possano essere utilizzate impropriamente per alimentare illusioni o consenso politico”.

Da qui parte la richiesta di sapere: “se corrisponde al vero che siano previste assunzioni presso l’Istituto; se il Consiglio di Amministrazione abbia deliberato, o intenda deliberare, procedure di reclutamento del personale; quali siano le figure professionali eventualmente richieste; quale sia la copertura economica prevista per tali eventuali assunzioni; se esistano bandi, avvisi pubblici o moduli di domanda già predisposti ; dove tali documenti possano essere reperiti; quali siano le modalità ed i termini di presentazione delle eventuali domande; secondo quali criteri verranno selezionati i candidati; se sia garantita la pubblicità e la trasparenza delle eventuali procedure”.

Procopio, Tassone e Regio spiegano che “trattandosi di un ente di rilevanza pubblica e sociale, i cittadini abbiano diritto ad informazioni chiare, ufficiali e verificabili, soprattutto quando si parla di opportunità lavorative che incidono sulle aspettative di molte famiglie del territorio”. Infine precisano che la lettera deve intendersi esclusivamente come “una richiesta di trasparenza e correttezza istituzionale, nell’interesse della comunità e della credibilità dell’Istituto stesso”.

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