Un’idea nata nel lontano 1972, quando il professore Maurizio Siviglia ha cominciato ad osservare e selezionare le piante presenti nell’area che va dall’Angitola alle Serre. Ora, grazie alla collaborazione di quanti hanno voluto offrire il loro supporto (l’artista Antonio Callà ha ad esempio elaborato il logo), il Museo botanico ha preso vita negli spazi di Villa Bonitas.
Un erbario e orto botanico, in cui oltre a circa 1.300 specie di piante catalogate, sono esposti utensili storici utilizzati per la lavorazione del legno (particolare è l’esposizione delle 4 fasi relative alla trasformazione dei tronchetti in carbone) e sono classificate numerose specie di funghi.
Per come ha spiegato l’esperto e micologo Siviglia nella fase introduttiva dell’inaugurazione – alla quale hanno preso parte l’arcivescovo della Diocesi di Catanzaro-Squillace monsignor Vincenzo Bertolone, il rettore del Santuario regionale di Santa Maria del Bosco don Bruno Larizza ed il docente di Botanica presso il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea Giovanni Spampinato – si tratta di uno spazio “importante per la didattica universitaria che presenta caratteristiche uniche”.
Soddisfatto anche il commissario del Parco delle Serre Pino Pellegrino che ha sottolineato come “il Museo arricchisce la comunità e valorizza le specificità del territorio”, mentre il professor Spampinato ha ricordato la rilevanza della flora delle Serre per fini medici e nei settori le tessile e dell’alimentazione.
Questo patrimonio da oggi è fruibile per i residenti e per tutti gli amanti della natura che vogliono approfondire la loro cultura e scoprire i segreti che la vegetazione custodisce.














