Serra, potenziali “pericoli” per il Picchio Muratore dal taglio di alberi su viale Certosa: socio della Lipu scrive al commissario

“Il taglio di tutti i rami che rappresentano pericoli, per circa 150 piante dalla località Santa Maria e fino al Calvario ed affidate all’ente regionale Calabria Verde” potrebbe potenzialmente avere conseguenze sull’avifauna e per tale motivo il socio-sostenitore della Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) Francesco Iennarella ha inviato una missiva al commissario straordinario del Comune di Serra San Bruno, Salvatore Guerra, per avere “conferme in merito alle informazioni su alcune attività di manutenzione del verde pubblico”.

Iennarella premette di riporre “estrema fiducia” nel commissario “soprattutto in un periodo che ci ha visti tutti coinvolti per l’emergenza Covid-19 che ha afflitto tutto il territorio dello Stato”, ma non nasconde “la preoccupazione” relativa “all’evidenza che, in questo periodo sugli alberi oggetto dell’intervento, nidifica la Sitta europaea (Picchio Muratore), una specie di passeriforme protetto dalle leggi italiani (legge 157/92) e dalla Convenzione di Berna”.
“Il nuovo decreto del Ministero dell’Ambiente del 10 Marzo 2020 – specifica Iennarella – in merito ai Criteri ambientali minimi per il servizio di gestione del verde pubblico, oltre a prevedere staff in ambito multidisciplinare (naturalistico, forestale, ingegneristico, geologico, paesaggistico e urbanistico), evidenzia come gli interventi devono essere eseguiti creando il minimo disturbo e danno alla fauna presente nell’area, ed inoltre come gli interventi di capitozzatura e/o potatura devono essere svolti unicamente da personale competente, in periodi che non arrecano danni alla pianta e non creano disturbo all’avifauna nidificante. Nel merito, anche se tali interventi sono dettati da esigenze di necessità, è fondamentale ispezionare accuratamente ogni angolo delle piante/rami da tagliare e/o ripulire, proprio in virtù del fatto che tali specie sono protette da leggi dello Stato. Infatti, i loro siti di riproduzione o di riposo non devono venir danneggiati, né distrutti”.
In considerazione di tutto ciò, Iennarella – che cita anche “un interessante articolo che verrà pubblicato come supplemento sulla rivista natura n. 116 di Maggio 2020 mantenuta dalla sezione dei Carabinieri Forestali dello Stato italiano” – chiede un incontro “in modo da valutare preliminarmente, qualora non fosse già stato fatto, come ridurre l’impatto delle attività previste salvaguardando e tutelando tale e altre specie presenti nelle aree oggetto dell’intervento”.

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