Serra, parte la Conferenza gerontologica nazionale “La complessità delle cure in tarda età: vedere l’invisibile”

*di Bruno Vellone – Si terrà domani e dopodomani nella sala conferenze del Parco delle Serre il tradizionale appuntamento annuale con la Conferenza gerontologica nazionale:  “La complessità delle cure in tarda età: vedere l’invisibile”, organizzato dal direttore scientifico Giuseppe Battaglia, responsabile del reparto di Lungodegenza dell’ospedale di Serra San Bruno.

“La semeiotica ha insegnato ai medici come analizzare i segni delle malattie attraverso i cinque sensi:  l’ispezione, la palpazione, la percussione e l’auscultazione. La semeiotica – spiega Giuseppe Battaglia – ci insegna come ‘vedere il visibile’ nel malato che abbiamo davanti. Visione peraltro riduttiva, insufficiente per una diagnosi completa, soprattutto con il prorompere sulla scena del paziente old-oldest e le complessità che presenta, anche alla luce delle moderne acquisizioni della semeiotica strumentale e della psicosomatica”. “Vedere l’invisibile” dunque “è il passo successivo, l’ulteriore gradino della conoscenza e, con esso, il completamento di un iter diagnostico basato su un rapporto esclusivamente materiale. Quest’approccio integrato è indispensabile per rilevare le possibili radici psicosomatiche della malattia. Al giorno d’oggi è utile ai medici cercare di entrare in sintonia con la parte più segreta dei loro pazienti, visto che spesso sono inclini al pragmatismo; un superamento dell’esatto tipico dell’approccio strumentale al malato e alla scoperta delle ‘altre verità latenti’ , che sono rappresentate dal vissuto di malattia, segretamente riposto nell’anima del paziente”. “‘Vedere l’invisibile’ è un capitolo mancante nei testi di semeiotica, ma, per il medico, intravedere le emozioni e i sentimenti riposti nell’animo dei suoi pazienti è talora di interesse vitale. Pertanto si richiede al medico l’acquisizione di una capacità critica, perché permette di costruire strade ragionate e sicure, vista l’importanza di impostare terapie giuste per pazienti così complessi. La cura deve essere paziente, curiosa, intelligente: sono dati che permettono di indagare a fondo la realtà clinica, per impostare risposte serene, ma sicure, pronte a sottoporsi a autocritica, ma fortemente incisive, nel momento in cui sono una prestazione umana, per ridurre le difficoltà e le sofferenze dell’altro.  La cura deve essere anche inquieta – conclude il direttore scientifico – nella continua ricerca di definire l’obiettivo del lavoro e di identificare l’intervento migliore”. La conferenza, articolata su due giornate sarà cosi suddivisa: I Sessione: “Una geriatria non solo ospedaliera” moderatori L. Bertucci – S. Belvedere; II sessione “Le malattie cardio-vascolari prima causa di morte” moderatori M. Berardelli – A. Cirillo; III sessione “anziano e compenso glico-metabolico” moderatori A. M. Luciano –A. Corsonello – S. Fiorillo; IV sessione “Il rischio iatrogeno” moderatori V. Natale- G. Barbuto; V sessione  “Declino cognitivo, cause e conseguenze” moderatori P. Insardà – V. Nociti; VI sessione “Le patologie respiratorie causa di morte e invalidità” moderatori A.M. Miceli – G. Ruotolo.

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