Serra, lo Slai Cobas rilancia le accuse: “Sindaco vacanziero, nessun merito sull’aumento delle ore di Lsu/Lpu”

Lo Slai Cobas conferma tutte le accuse all’Amministrazione comunale e, anzi, rileva che la stessa ha “perso un’ottima occasione per stare zitta”. Il sindacato autorganizzato va avanti dopo la replica proveniente dal palazzo municipale e osserva che “se gli Lsu/Lpu sono stati stabilizzati, non è certo merito dell’Amministrazione comunale o dell’attuale sindaco, che pur tenta di appropriarsene incredibilmente i meriti, che altro non hanno fatto che limitarsi ad applicare, peraltro con ritardo e in modo maldestro, normative regionali e nazionali. Normative emanate a seguito alle battaglie che gli stessi Lpu/Lsu si sono trovati costretti a combattere negli anni sia a livello comunale, che regionale e nazionale. Ed in questo non si vedono certo meriti dell’attuale sindaco di Serra San Bruno”.

Quanto “all’aumento delle ore a 23,10 per la Cat. A e a 22,10 per la Cat. B settimanali anziché a 24,00 ore”, lo Slai Cobas sostiene che “non è altro che il frutto di piccoli giochi burocratici comunali cui il sindaco, invece di fare amministrare per come suo dovere, sottostà”. 

Dopo queste precisazioni di merito, il sindacato si scaglia contro il primo cittadino asserendo che “ha accompagnato i lavoratori sotto la cittadella regionale, non facendo altro però che fare passerella – pubblicità progresso”. “Su queste basi – rimarca – sbandierare di aver restituito un mese di indennità a chi da anni non riesce ad arrivare non alla fine ma neanche alla metà del mese è qualcosa di assolutamente vergognoso: per quanto prodotto finora l’indennità dovrebbe essere restituita per intero e non per un mese soltanto. Aggiungiamo di poter dimostrare, nelle dovute sedi, le diversità di trattamento tra dipendenti, come la mancata (per alcuni dipendenti) applicazione delle limitazioni previste del medico del lavoro e via decidendo”.

Per quanto concerne “il comportamento antisindacale”, lo Slai Cobas asserisce che “emerge dallo stesso comunicato stampa laddove il sindaco si preoccupa di rilevare di aver parlato con i nostri iscritti, informandosi preventivamente quindi sui loro nominativi e spesso invitandoli a disconoscerla. Per non parlare del silenzio in cui sono caduti tutti i tentativi dello Slai Cobas di interloquire con tale Amministrazione”. 

La critica si fa più pesante sotto forma di interrogativo: “il signor sindaco, che tanto ha dimostrato di indignarsi per un comunicato (vero) sindacale, piuttosto ha informato la popolazione che lo ha eletto che invece di lavorare per il bene dell’intera collettività ha fatto il vacanziero a tempo pieno?”. 

Non manca una controreplica su quello che viene considerato “un riferimento vagamente minaccioso”: “non si comprende quali reclami lo stesso intende proporre alla sede centrale dello Slai Cobas, ci permettiamo di comunicare al signor sindaco, che la nota stampa del 6 ottobre è già sul sito dello Slai-Cobas e con una apposita pec gli forniremo i recapiti delle sedi nazionali per i sui reclami. Sul punto a prescindere dai contenuti —su cui avremo il piacere di scontrarci in ogni sede, politica, istituzionale, sindacale e perché no anche giudiziaria —ci permettiamo ancora di far notare al signor sindaco, che evidentemente pensa di far paura facendo la voce grossa, che chi scrive è indipendente di pensiero prima ancora che di azione e che la struttura del sindacato è, a differenza di quanto lo stesso evidentemente pensa, democratica senza che alcuna sede centrale possa, ammesso che lo abbia mai anche solo pensato, imporre linee di comportamento o di condotta alle proprie sedi periferiche. Se poi – è la conclusione – è la battaglia (civile) che cerca, allora non ha ben capito qual’è lo spirito e l’anima dello Slai-Cobas che è nato dalla battaglia e dall’esigenza di essere indipendente (non a caso è un’organizzazione autonoma) a difesa dei lavoratori. Prima di parlare, a vanvera per la maggior parte di contenuti del comunicato che riscontriamo, farebbe bene a studiare e ad informarsi visto che in materia di storia del sindacato ci sembra carente. Altrimenti vedremo di fargliela comprendere noi qual’è l’anima dello Slai-Cobas”.

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