Serra, lo Slai Cobas alza la voce: “Dall’Amministrazione comunale solo preferenze e comportamenti antisindacali”

“Dovevano essere lastricate solo di buone intenzioni, le piazze dei comizi elettorali del sindaco Alfredo Barillari. Visto e considerato che, a fronte di interventi degni di un predicatore abile a fare sermoni, non soltanto non hanno prodotto effetti concreti sul fronte cittadino, ma hanno inaugurato una stagione involutiva sul campo del diritti dei lavoratori del Comune di Serra San Bruno”. È un attacco a testa bassa quello formulato dalla Slai Cobas nei confronti dei vertici del palazzo municipale con ad oggetto il trattamento riservato ai lavoratori.

Il sindacato autorganizzato si concentra sul recupero ore dei lavoratori Lsu/Lpu che “stenta a trovare una soluzione adeguata” e rileva che “nonostante l’esistenza dello spazio economico per un aumento a 24 ore, – rientrante, peraltro, nelle intenzioni originarie di tale Amministrazione che infatti si era espressa in tal senso in formali atti deliberativi -, l’aumento in concreto applicato è risultato ben più contenuto con una riduzione che risulta del tutto ingiustificata a tutto danno dei lavoratori già costretti ad immani sacrifici dal ridotto orario di lavoro (18 ore) risultante dall’avvenuta stabilizzazione”.

La nota di biasimo si allarga andando a coinvolgere “le riunioni nelle quali vengono prese di mira le Rsu e i sindacalisti (dello Slai-Cobas) con stravaganti esternazioni che hanno il sapore dì vessazioni nei confronti dei lavoratori rispetto ai quali il primo cìttadino vorrebbe arrogarsi il diritto di scegliere a chi fare l’aumento e a chi no, a seconda dei suoi desideri”. Vengono inoltre toccato i temi relativi “alla ingiustificata ed ingiustificabile diffusione di dati sensibili di qualche lavoratore” ed ai “lavoratori che si sono visti mandare in commissione disciplinare con procedure quanto mai irregolari se non artificiosamente create”.

A questo lo Slai Cobas aggiunge “le modalità anomale” con cui l’Amministrazione gestisce la bacheca sindacale utilizzata per affiggere comunicati e contestazioni “le cui chiavi sono possedute in via esclusiva dall’Amministrazione comunale che non ne permette il suo utilizzo. Anzi, per meglio dire, lo consente solo a chi più gli aggrada”.

Dunque, il sindaco registra “una serie di violazioni nei confronti di lavoratori e dei loro rappresentanti che coinvolge direttamente la sfera delle libertà sindacali e che certamente configurano comportamenti antisindacali” e sostiene che “il modus procedendi dell’Amministrazione risulta estremamente chiaro: calpestare i diritti dei lavoratori concedendo qualcosa solo ai suoi prescelti e negando tutto il resto a cominciare dalle prerogative sindacali, anche qui facendo distinzione tra sigle e sigle”.

Lo Slai Cobas rammenta che “erano altri i proclami lanciati in campagna elettorale ed al momento della sua (del sindaco, ndr) elezione al momento dal primo cittadino”. Quest’ultimo viene anche accusato di avere “la memoria molto corta tanto da arrivare a dimenticare la laboriosità e l’importanza di gran parte dei lavoratori del Comune di Serra San Bruno che con enormi sacrifici, in regime di instabilità prima e di bassa retribuzione oggi tengono in vita quotidianamente a macchina comunale”. 

“Di fronte a tanta tracotanza – è la conclusione – non possiamo fare altro che agire ed è quello che faremo presso tutte le competenti sedi a tutela dei diritti dei nostri assistiti. Se è questo che il sindaco stava cercando allora sia ben certo di averlo trovato”.

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