Serra. Le “Vedute di Menzagustu”: fra devozione, storia e tradizione

* di Marco Primerano – Sono iniziati i festeggiamenti religiosi in preparazione alla Solennità di Maria Santissima Assunta in Cielo nell’omonima Arciconfraternita di Terravecchia, che la onora come Regina dal 1694. A predicare il Novenario, il sacerdote Ferdinando Fodaro, Parroco di Santa Maria delle Grazie in Fabrizia.

Culmine del Novenario (che vede la celebrazione della Messa alle 07:30, alle 08:30 e alle 19:00) saranno i Vespri solenni con la tradizionale cerimonia delle “Vedute” e dell’Assunzione di Maria, il 14 agosto alle ore 19:00. Le Vedute fanno parte di una secolare tradizione, che affonda le sue origini nel ‘700, quando la Chiesa iniziò a percepire le esigenze degli strati più umili della popolazione, desiderosa di conoscere e tramandare gli episodi più significativi della vita di Maria e del suo figlio Gesù. Si tratta infatti di cinque enormi tele, che rappresentano altrettanti episodi della vita della Madonna, dalla sua nascita alla sua “dormizione”. Ogni tela verrà fatta vedere (da qui il termine “Vedute”) durante il canto dei salmi vespertini e, al Magnificat, ci sarà il suggestivo momento in cui la statua della Vergine verrà fatta salire imitando ciò che avvenne proprio durante la sua Assunzione al cielo. Anticamente, in tale occasione, veniva allestito “lu paratu”, che oggi è possibile ammirare nella chiesa della Consolazione di Brognaturo. L’altare maggiore dell’Assunta di Terravecchia rientra in quel particolare numero di “macchine” concepite per simili riti, durante i quali veniva esplicato attraverso le figure il cosiddetto “catechismo dei poveri”. Oggi il canto ha preso il posto delle predicazioni a ogni singola “veduta”; la celebrazione rimane, tuttavia, senz’altro la più suggestiva dei riti Serresi insieme alla “Schiovazziuoni”.

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