Serra. Lavori lungo il fiume Ancinale, la minoranza scrive al prefetto: “Difformità rispetto al progetto, vogliamo vederci chiaro”

I consiglieri comunali di minoranza Antonio Procopio, Luigi Tassone, Biagio Figliucci e Vito Regio hanno inviato una missiva al sindaco Alfredo Barillari, al consigliere con delega ai Lavori pubblici Daniele Galeano, al Rup Graziano Mandaliti, al direttore dei lavori Gaetano Scarnati ed al prefetto Anna Aurora Colosimo per chiedere chiarimenti in merito ai lavori di messa in sicurezza,  mitigazione del rischio idrogeologico e ripristino dell’officialità idraulica lungo un tratto del fiume Ancinale che attraversa il centro abitato. 

Prendendo spunto da “un’insolita quanto strana  intervista, fatta dal sindaco al direttore dei lavori per sedare gli animi, pubblicata anziché sul sito istituzionale del Comune, sul profilo Facebook del movimento politico ‘Liberamente’, di cui fa parte lo stesso sindaco, nella quale entrambi con entusiasmo e pomposa teatralità si dichiarano soddisfatti dell’esecuzione dei lavori che, ormai, dicono, sono in stato avanzato”, gli esponenti dell’opposizione chiedono chiarezza in merito all’esecuzione dei lavori realizzati grazie ad un finanziamento di 475mila euro.

I consiglieri rilevano che “i lavori realizzati non sembra rispettino il progetto esecutivo, infatti i muri sono stati realizzati in calcestruzzo e non con la tecnica progettata ‘opus incertum’ (tecnica edilizia diffusa nell’antica Roma che prevede la costruzione di un muro solido utilizzando pietre di forme e misure differenti) ben spiegata ed illustrata dallo stesso progettista, nonché direttore dei lavori, in tutti gli elaborati, finanche nella relazione paesaggistica” sottolineando che “il muro doveva essere realizzato come l’esistente e non in calcestruzzo”. Da queste considerazioni nascono una serie di interrogativi: “Rispetto al progetto esecutivo, approvato, finanziato ed appaltato, e a tutti gli elaborati ivi contenuti, consegnati ai sottoscritti consiglieri comunali di minoranza ci sono state varianti in corso d’opera? Il direttore dei lavori ha proposto al Rup eventuali varianti o ha disposto variazioni ai lavori appaltati, con semplice ordine verbale che intende riassumere in una perizia di variante e, quindi, proporne l’approvazione di detta perizia da parte dell’organo a ciò competente per sanare l’irregolarità derivante dalla mancanza dell’ordine scritto? Se non sono intervenute queste ipotesi chi ha commissionato la realizzazione dei muri in calcestruzzo anziché in pietrame? È stata richiesta l’approvazione di una nuova relazione paesaggistica, vista anche la bruttura di quanto realizzato?​ ​Prima della realizzazione dei muri in calcestruzzo è stato fatto un calcolo strutturale con deposito al competente Ufficio regionale? Corrisponde al vero che l’ammorsatura tra il vecchio muro in pietra naturale e il nuovo in calcestruzzo è avvenuta con dei singoli ferri piantati senza l’uso di alcun tipo di ancorante e che nel tratto che interessa Piazza Mercato la vecchia ringhiera in ferro arrugginita è stata annegata nel calcestruzzo?”. Ed ancora, vista “l’importante somma prevista per il carico, il trasporto e lo smaltimento in discarica di 3.578,370 mc di terra, pari ad 133.985,14 euro (circa il 42% dell’intero lavoro) e considerato che non si è notato questo enorme traffico di camion per questa gigantesca quantità di materiale”, i quattro consiglieri di minoranza chiedono “in quale discarica sono stati smaltiti 3.578,37 mc di terra” e se “sono stati consegnati i formulari per il trasporto del rifiuto e del relativo smaltimento”. Tali domande sono poste anche per “capire la differenza di costo” rispetto a quanto inizialmente previsto. Inoltre, ulteriori dubbi riguardano il fatto che “ l’attuale staccionata architettonica in legno di via Alcide De Gasperi verrà sostituita con l’installazione di pannelli di tamponatura in lamiera”. “In questo caso – concludono – le scelte sono amministrative e spettano alla maggioranza, ma ci si chiede se questo comprometterà l’equilibrio paesaggistico e se, come pensiamo, impatterà negativamente nel contesto urbanistico del nostro millenario borgo”.

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