Serra, la traversata della Calabria di Carlo Marsico: “A sorprendermi è l’accoglienza ed il calore della gente”

L’avventura a piedi nel Cammino basiliano: le emozioni regalate da natura e tradizioni

La pioggia che sfiora la barba di Carlo Marsico è solo un dettaglio nel tardo pomeriggio serrese. Lui, un “gigante buono” che vive a Rotonda (Potenza) ed ha conosciuto 31 primavere spesso spendendosi in soccorso dei più deboli, osserva le vie della cittadina della Certosa e lascia un sorriso spontaneo. Ha toccato la terra di diversi fazzoletti di pianeta (Nepal e Sud America, in particolare il Cammino primitivo di Santiago), ma qui, anche se è solo di passaggio, sembra sentirsi a casa. Di avventure ne ha passate tante, eppure questa lunga camminata in solitaria iniziata 31 giorni addietro (e terminerà a metà maggio) lo emoziona a dismisura. La sua “immersione” nel Cammino basiliano lo ha portato a “gustare” dislivelli di scalate e discese, gorgoglii di acque incontaminate che talvolta hanno coperto il fruscio dei passi, colori e profumi offerti dalla natura, paesaggi sorprendenti e costruzioni evocative. In mezzo a questo splendore: il fascino della storia, la silenziosa spiritualità, il “cuore aperto” della gente.

IL CAMMINO BASILIANO 

Il percorso parte da Rocca Imperiale e conduce a Reggio Calabria dopo 1390 km suddivisi fra 73 tappe. Tocca 2 siti Unesco e 8 borghi considerati fra i belli d’Italia. Fa a fette la Calabria proponendone i tratti distintitivi: permette di attraversare boschi e assaporare specialità culinarie, stupisce con i segreti custoditi in strutture intrise di passato, testimonia la varietà dei paesaggi e regala l’intrigo delle contrade, narra leggende e anedotti, scopre la meravigliosa complessità dell’arte, dell’artigianato e dell’architettura. Permette, insomma, di ammirare un patrimonio maestoso e di ripensare se stessi.

L’ARMONIA DELLA GENTE

In un mondo frenetico, che toglie respiro e libertà, che giudica in fretta e analizza superficialmente, ci sono ancora luoghi che offrono pace, comprensione, vicinanza e spensieratezza. 

Quando la figura possente di Carlo, dotata del kit da trekking, sosta nei pressi di una finestra di una casa, ecco la sorpresa. Squilla una voce improvvisamente amica: “vuoi un caffè? Arriva subito”. Ma non è solo un caffè e nemmeno una colazione, per Carlo “sono provviste che potrebbero durare anche due giorni”. Qui, a Serra San Bruno, il freddo lo si lascia all’inverno: le persone sono calorose ed educate, intendono l’accoglienza come un valore, fanno il possibile per porgere una mano.

L’ACCOGLIENZA E LE SENSAZIONI

“Quello che mi ha più colpito – spiega Marsico – è l’approccio con le persone. Ho trovato quello che in altri cammini non ho trovato. Non immaginavo di trovare in tutti questi chilometri sempre persone ben disposte. Mi sono reso conto che si può fare molto di più a livello di accoglienza, anche quando non conosci le persone. Ho visto tante persone mettersi a disposizione al 100% anche a tarda notte, prendendosi uno sconosciuto in casa. Si sono fidate semplicemente della tranquillità e della luce che vedevano nei miei occhi”. 

Ed è proprio la fiducia la chiave per crescere. Lo stesso Marsico ne ha fatto ricorso quando sfogliando la “Guida al Cammino basiliano” ha trovato i contatti di Gabriel Figliuzzi, divenuto un appoggio per la tappa di Serra. Dal piccolo parco giochi tra via Bologna e via Matteotti ricomincia il suo viaggio alla scoperta di nuove culture e appassionanti tradizioni: un’esperienza che reca con sé un inesauribile bagaglio di conoscenze.

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