Visioni e strategie diverse, con interpreti desiderosi di portare avanti programmi che proiettano un’idea di Serra San Bruno pronta ad affrontare le sfide del presente e del futuro. Il momento elettorale è stato preceduto nella cittadina della Certosa da un ampio e schietto confronto, ai limiti del politically correct con polemiche sferzanti, accuse reciproche, valutazioni opposte. Ai nastri di partenza ci sono tre schieramenti: l’Amministrazione uscente, targata “Liberamente”, che ripropone Alfredo Barillari come sindaco; la lista “Rinascita Comune”, che protende in modo evidente verso il Pd e che schiera Vincenzo Damiani; “La Restanza”, movimento civico che lancia Adriano Tassone.
In campagna elettorale Alfredo Barillari ha tracciato un bilancio positivo dell’operato nell’ultimo lustro, evidenziando le difficoltà iniziali dovute alla pandemia ed alle ristrettezze finanziarie che hanno portato alla dichiarazione di dissesto, ma anche gli interventi per il rilancio socio-economico e dell’immagine cittadina, come il recupero dei Monumento ai Caduti, la riqualificazione del piazzale di Santa Maria del Bosco, le stabilizzazioni del personale e gli interventi socio-assistenziali. Il primo cittadino ha spiegato che “il primo mandato ha avuto l’obiettivo di risanare e ripartire” e che ora sarà possibile superare “anche le criticità ancora non totalmente risolte o che hanno bisogno di essere perfezionate”. In particolare, “restano elementi imprescindibili della linea amministrativa i principi della Green economy, dello sviluppo sostenibile e della valorizzazione del patrimonio storico, artistico, culturale, naturale e sociale”. La compagine conferma tutti gli uscenti (tranne Raffaele Andrea Pisani fuori regione per motivi di lavoro) e integra la squadra con alcuni volti nuovi.
Vincenzo Damiani ha invece dipinto un quadro a tinte fosche di fronte a cui “non è più tempo di rassegnazione”, ma di “responsabilità”. La sua candidatura è nata con lo scopo di “avviare un percorso serio e credibile di risanamento amministrativo, rilancio istituzionale e ricostruzione della fiducia tra cittadini e Comune”. La priorità è “riportare l’Ente al centro della vita comunitaria, restituendogli autorevolezza, trasparenza e capacità di programmazione”. Spiccano nelle azioni che intende porre in essere “un Piano straordinario di messa in sicurezza delle strade comunali”, “l’istituzione di una Commissione consiliare Sanità”, “il Piano di recupero del centro storico” e “le agevolazioni fiscali per chi ristruttura e trasferisce la residenza”. In lista ci sono ex amministratori comunali di una certa esperienza (Luigi Tassone, Antonio Procopio e Raffaele Lo Iacono), ma anche giovani che si cimentano per la prima volta in campo politico ed il “contestatore d’eccezione” Vito Regio.
Alla base del programma di Adriano Tassone c’è la convinzione che “non si deve considerare l’abbandono del territorio come un destino inevitabile” e la volontà “rinnovare la politica” e di “rivendicare il diritto e la necessità di restare per rigenerare, tutelare e far fiorire le nostre comunità, a partire dai piccoli centri e dalle aree interne”. “Nessuna promessa”, ma tanti interventi da realizzare, a partire dalla valorizzazione e certificazione del patrimonio boschivo con contestuale “creazione di opportunità di lavoro qualificato” e dalla “rigenerazione del centro storico, del patrimonio edilizio e delle periferie”. Un’apposito spazio viene riservato al mondo dello sport e del tempo libero, al rafforzamento delle politiche sociali, al potenziamento del turismo attraverso un sistema integrato con centri vicini e specialisti del settore. La lista – costruita sull’asse formato dal gruppo di Tassone e dal movimento “Serra al centro” ed arricchito da esponenti della società civile – è composta da tanti giovani carichi di entusiasmo ed in cerca di riscatto per la loro terra.