Serra, i dubbi di Fratelli d’Italia: “Crisi dell’Amministrazione segnata da troppe stranezze e anomalie”

I componenti serresi del partito di Giorgia Meloni manifestano tutte le loro perplessità

“Quella che, a memoria d’uomo, sembra la crisi politico/amministrativa più strana e più anomala che abbia mai attraversato le varie Amministrazioni di Serra San Bruno sembrerebbe, e sottolineiamo sembrerebbe, avere le ore contate anche se molti e molti dubbi pare debbano essere ancora sciolti”.

Manifestano tutte le perplessità del caso i rappresentanti serresi di Fratelli d’Italia che mantengono una posizione saldamente critica nei confronti della situazione venutasi a creare nella squadra capeggiata dal sindaco Luigi Tassone. “Parliamo di stranezza e di anomalia perché – è la spiegazione fornita da FdI – scaturisce, tutta all’interno della maggioranza, dalla decisione di tre consiglieri di abbandonare il Partito Democratico, ma non la maggioranza. Il sindaco ha subito preso la palla al balzo per scaricare i tre consiglieri che avevano osato dissentire apertamente e, quindi, mettere in discussione la leadership di colui che da anni determina le sorti del Partito Democratico locale e non solo e, anziché riconoscere il fallimento dell’azione amministrativa di tutta la sua maggioranza, ha praticamente addossato le colpe di quanto non fatto in tre anni ai tre disobbedienti parlando di ‘ostacoli, sempre più asfissianti, in termini di agibilità amministrativa’. Sabato mattina è stata la volta dell’onorevole Censore il quale dai microfoni di Radio Serra ha fatto riferimento ad una situazione finanziaria del Comune non idilliaca, ma sopratutto ha parlato di legalità alta, alta alta. Parole, quelle scritte dal sindaco e quelle pronunciate dall’onorevole Censore, che meriterebbero un approfondimento serio ed alla luce del sole. Ora per la maggioranza si profila, a quanto si legge dai vari comunicati, il soccorso della lista ‘In alto volare'”. “Per carità – si domandano i componenti del partito di Giorgia Meloni – noi non ci meravigliamo di nulla, ma se domani nella conferenza stampa convocata dai tre consiglieri ex PD, ma ad oggi a tutti gli effetti componenti della maggioranza perché, fino a prova contraria, non ci risulta che abbiano mai detto o scritto di volerla abbandonare e passare all’opposizione, dovessero confermare il loro appoggio incondizionato alla maggioranza come si metterebbero le cose? Ci troveremo con una maggioranza di sette o con una maggioranza di nove componenti? Ci domandiamo, ma il soccorso alla maggioranza è arrivato troppo in anticipo o era già in atto da tempo? Il tempo chiarirà le cose, come ci auguriamo che il sindaco, prima di intraprendere il nuovo percorso amministrativo, chiarisca quali siano stati gli ‘ostacoli asfissianti all’agibilità amministrativa’ e, soprattutto, posti in essere da chi e chiarisca anche la sottolineatura fatta dall’onorevole Censore sul fatto che l’asticella della legalità debba essere alta, alta alta. C’è stato qualcuno che ha tentato di abbassare l’asticella? Noi ribadiamo la nostra convinzione che la maggioranza dovrebbe andare a casa perché in tre anni non è stata in grado di porre in essere nessuna azione efficace per la risoluzione dei problemi che affliggono la città e questa nostra convinzione viene avvalorata direttamente dal sindaco quando, inebriato per lo scampato pericolo, diffonde una nota nella quale afferma che discuterà collegialmente sulle priorità, ma fino ad oggi dove ha vissuto, non le conosceva le priorità?”

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