Serra. Fratelli d’Italia chiede lumi al Comune sulla gestione “singolare” della raccolta differenziata

“Dopo oltre due anni di annunci è finalmente arrivata la famosa ‘Svolta epocale’ per il servizio di raccolta porta a porta della differenziata. Naturalmente nulla da eccepire sulla decisione di esternalizzare il servizio, ma certamente non può passare inosservato quanto successo in questi due anni ed oltre di Amministrazione comunale targata

Partito Democratico”. Sono queste le prime considerazioni contenute in una nota diffusa da Fratelli d’Italia Serra San Bruno in merito alla gestione della raccolta differenziata.
“Per due anni l’Amministrazione comunale – è la riflessione degli esponenti serresi di FdI – ha provveduto a raccogliere la differenziata, che i cittadini con pazienza e sacrificio hanno costantemente fatto, per regalarla gratuitamente ad imprese private concedendo alle stesse anche le deleghe di cui il Comune dispone per la vendita dei prodotti differenziati ai consorzi di filiera (sarebbe interessante capire se la cessione delle deleghe può essere fatta per un periodo limitato). Non bastasse tutto questo, dal mese di agosto 2017 il Comune ha affidato alla stessa impresa il solo trasporto, due volte a settimana, del cassone contenente l’umido garantendole una somma di circa 600 euro per ogni viaggio da Serra a Vazzano, circa 6.000 (seimila) mensili per una spesa totale di oltre 60mila euro, naturalmente il tutto oltre Iva.
Sarebbe interessante conoscere il nominativo di quell’esperto che ha quantificato in circa 600 euro la spesa che il Comune ha dovuto pagare per ogni viaggio da Serra a Vazzano, ma forse, temendo che qualcuno potesse rubare il carico durante il tragitto, nella somma era stata prevista anche la scorta. Conoscendolo lo si potrebbe segnalare al Governo per la spending review.
Fratelli d’Italia ha più volte messo in evidenza, a mezzo stampa, queste anomalie. Ora viene esternalizzato il servizio. Naturalmente l’Amministrazione comunale non solo nel bando non inserisce nessuna clausola per far sì che la percentuale della differenziata aumenti in maniera considerevole, ma continua imperterrita, come se nulla fosse, a guardarsi bene dall’incassare il ricavato della vendita della differenziata. La concede, assieme alle deleghe, all’impresa”.
Ora, non per essere maliziosi, ma viene spontaneo chiedersi – quale criterio sia stato seguito – è il quesito posto dai rappresentanti del partito guidato da Giorgia Meloni – per far sì che il Comune prima determinasse in circa 600 euro per ogni viaggio (circa 6mila euro mensili) la spesa necessaria per il trasporto dell’umido da Serra a Vazzano e subito dopo stabilisse in circa 20mila euro mensili la somma necessaria per l’espletamento dell’intero servizio che precede la raccolta porta a porta, il trasporto in piattaforma, il trasporto dell’umido a Vazzano (?), il trasporto dell’indifferenziata, la selezione, il trattamento, il recupero e la pressatura del materiale differenziato.
Non bisogna essere grandi matematici per rendersi conto che la proporzione sembra non coincidere e che c’è più di una discrepanza tra i due modi di quantificare la spesa, o è stato calcolato arrotondando per eccesso, e di parecchio, il costo per ogni viaggio da Serra a Vazzano, oppure è stato calcolato arrotondando per difetto, e di parecchio, il costo mensile per l’espletamento dell’intero servizio.
Naturalmente non ci interessa capire se l’impresa aggiudicataria alla fine ci guadagnerà oppure no. Qualche dubbio rimane.
Non va trascurato il fatto che sia il sindaco che l’ex vicesindaco (ma forse sarebbe meglio definirlo il vicesindaco facente funzioni) hanno presentato questa trovata come un risparmio. In realtà la presunta minore spesa per le casse comunali non esiste in quanto la spesa che il Comune affronta per il personale è sempre uguale solo che è stata spostata da un servizio ad un altro servizio e, quindi, in realtà si tratta solo di un ulteriore aggravio di spesa di circa 20mila euro mensili oltre Iva per le casse comunali e, quindi, per i cittadini”.
“All’apparenza in tutta questa vicenda – secondo Fratelli d’Italia di Serra San Bruno – l’unica cosa positiva è che sono state assunte una decina di persone, anche se questo dovrebbe far riflettere, e non poco, sulla congruità delle somme previste per l’espletamento del servizio.
Speriamo che qualcuno prima o poi ci renda edotti su alcune decisioni assunte dall’Amministrazione comunale che, ad essere magnanimi, si potrebbero definire singolari. Ci renda edotti sulle motivazioni che continuano a spingere l’Amministrazione comunale a non volere incassare il ricavato della vendita dei rifiuti differenziati”.

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