Pur con le assenze del presidente della Giunta regionale Mario Oliverio, a cui sarà conferita la cittadinanza onoraria (leggi qui), e del segretario regionale Ernesto Magorno, il Pd conclude la Festa dell’Unità offrendo diversi spunti per una più approfondita discussione. I lavori, moderati dal giornalista Pietro Melia, sono stati aperti dal segretario del locale circolo Paolo Reitano, che ha introdotto i temi del “ruolo della politica” e dell’ “importanza del confronto” e sono entrati subito nel vivo con l’intervento del deputato Bruno Censore che ha espresso l’esigenza di “utilizzare questa festa per parlare di cose concrete” e rigettato le diverse forme di “populismo”. Riconosciuta “l’efficacia dell’accordo con la Libia per la gestione della situazione dei migranti voluto dal ministro dell’Interno Marco Minniti” e rilevata la necessità di “contemperare il diritto di essere accolti con il diritto alla sicurezza dei residenti”, Censore è entrato nel merito della politica serrese e, rivolto al movimento civico “Liberamente”, comunque non nominato, ha affermato – facendo intendere agli avversari che la loro attesa per conquistare il municipio sarà ancora lunga – che “devono ancora passare 4 anni e poi altri 5 ancora” perché “noi lavoriamo seriamente”. “Abbiamo una classe dirigente – ha poi aggiunto in un contesto più generale – che ci mette la faccia ed espone i propri limiti”. Su specifica domanda sulla Sanità ha precisato che “i commissariamenti hanno fallito e non hanno ragione d’esistere perché i presidenti di regione hanno un’investitura popolare”. L’argomento – dopo la parentesi concernente la situazione della Provincia di Vibo, analizzata dal segretario provinciale del Pd Enzo Insardà che ha auspicato “un tavolo per capire il ruolo di questi Enti anche dal punto di vista finanziario” – è stato ripreso dal presidente della III Commissione regionale Michele Mirabello che, ammessa “la difficile coesistenza con il commissario Scura” ed invocato “il cambiamento delle regole d’ingaggio del commissariamento”, si è concentrato sullo stato di fermo di Palazzo Campanella, dovuto al “problema politico” relativo alla “rielezione degli organi di governo del Consiglio” che ha creato “disagio ed imbarazzo anche fra noi consiglieri”. “Sulla Sanità – ha inoltre specificato – c’è una difficoltà oggettiva, ma va detto che i problemi li pongono coloro i quali hanno avuto la gestione fino ad oggi. Adesso si stanno facendo i concorsi per coprire i ruoli sguarniti”. Nel mirino di Mirabello c’erano “gli anni precedenti” ovvero quelli del “blocco delle assunzioni”, ma non c’era chi quel blocco, generato dalla sottoscrizione del Piano di rientro nel dicembre 2009, lo aveva causato. Il direttore generale dell’Asp di Vibo Valentia Angela Caligiuri ha sostenuto di aver “trovato un’Azienda con un’immagine negativa” e che “la parte più complicata è stata quella di recuperare la fiducia del cittadino”. “I medici – ha spiegato – vanno motivati e devono lavorare in condizioni di sicurezza con personale di supporto e strutture ospedaliere degne di tale nome. Oggi ci sono difficoltà a garantire ambulanze aggiuntive perché ci deve essere la corrispondente èquipe. A Vibo ci sono 70 figure da assumere. Posso annunciare che abbiamo già assunto due medici di Pronto soccorso che verranno mandati a Serra. Il mio agire – ha ribadito – è orientato alla legalità”. Il sindaco Luigi Tassone ha illustrato i dettagli della “battaglia portata avanti dai sindaci per intervenire sulla viabilità provinciale”, mentre il segretario regionale organizzativo del Pd Giovanni Tuccio ha individuato nella “conflittualità” i motivi delle sconfitte alle elezioni amministrative, criticando la scissione dei bersaniani e sperando nel recupero dello “spirito originario del Pd”.
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