Serra, Denis Nesci ascolta le esigenze del territorio: “Aggregare le comunità per intercettare le risorse europee”

Tante prospettive da cui guardare l’esistente messe a confronto per cercare di costruire un futuro comune e con più certezze. Il convegno “La centralità dei piccoli paesi nella nuova politica comunitaria tra sviluppo economico, lavoro e sanità” è servito per ragionare sulle criticità e sui punti di forza dell’entroterra e ipotizzare una possibile strategia di crescita. Ad aprire i lavori è stato il sindaco di Nardodipace Romano Loielo che ha riflettuto sul processo di “spopolamento in atto”, ma anche sulle “potenzialità per ripartire” ed ha sottolineato “l’importanza delle Pubbliche Amministrazioni nel creare le condizioni affinché gli imprenditori possano tradurre in azioni concrete le loro idee”. Due le note politiche del primo cittadino: il rammarico per “l’assenza totale” dell’Amministrazione comunale di Serra San Bruno e la considerazione per cui “le appartenenze politiche devono cedere di fronte alle necessità del territorio”. I sindaci di Brognaturo (Rossana Tassone) e Mongiana (Francesco Angilletta) hanno raccontato brevemente le loro esperienze ribadendo il loro attaccamento al territorio, mentre quello di Fabrizia (Francesco Fazio) ha espresso una visione più pessimistica e fin troppo pragmatica lamentando l’assenza di rappresentanti delle Serre a livello regionale.

Al dibattito hanno preso parte diversi professionisti e imprenditori che si sono concentrati su specifici aspetti: Daniele Mangiardi (che ha criticato la lentezza della burocrazia), Raffaele Scrivo (che ha rilevato la frequente incapacità di dialogo fra pubblico e privato), Andrea Manzo (che ha illustrato un progetto di marketing territoriale insistendo sul concetto di “promuovere l’unicità del territorio”), Lucia Rachiele (che ha esposto le problematiche relative ai trasporti), Antonella Sibio (che ha rimarcato la difficoltà nel reperire personale qualificato, ma ha anche invitato ad insistere per superare gli ostacoli) e Jlenia Tucci (che ha posto diversi interrogativi sugli effetti della spesa in termini di sviluppo reale ed ha ribadito la volontà di “valorizzare il territorio”). Il consigliere comunale di minoranza di Serra San Bruno, Biagio Figliucci, ha esposto “il rischio di perdere il diritto alla salute” riscontrando “la trasformazione del nostro presidio in ospedale territoriale, senza posti letto per acuti, senza diagnostica e senza un vero Pronto soccorso”. Il tutto “in contrasto con il Dm 70/2015 che prevede la salvaguardia delle zone disagiate”. Su come incidere sulla situazione attuale cogliendo le opportunità ha ragionato l’eurodeputato Denis Nesci, convinto dell’esigenza di “cambiare le regole a livello europeo”, dove peraltro “tante decisioni non sono prese sulla base della conoscenza del territorio”. L’esponente di Fratelli d’Italia ha affermato che “occorre guardare ad una programmazione lunga” e “lavorare sulle politiche di coesione” più che sulle “griglie del Pnrr”. Soprattutto ha considerato essenziale “aggregare le comunità per intercettare le risorse che paradossalmente hanno una velocità diversa rispetto ai bandi nazionali”. Niente promesse, piuttosto una calda raccomandazione: dare vita ad idee valide e a progetti validi e fattibili per “migliorare il proprio territorio”.

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