Il candidato a sindaco della lista “Rinascita Comune” Vincenzo Damiani usa ancora una volta l’espediente della lettera aperta per esternare il proprio pensiero stavolta in merito alla tematica sanitaria.
“Negli ultimi giorni – sostiene – il dibattito pubblico sulla sanità si è inevitabilmente intrecciato con l’avvio della campagna elettorale. È una dinamica che conosciamo bene e che rischia di trasformare l’ospedale in terreno di scontro, di retorica e di opportunismo. Non ignoriamo questa critica, né facciamo finta che sia infondata: la storia recente insegna che troppo spesso la sanità viene evocata in campagna elettorale e poi rimossa dall’agenda politica una volta chiuse le urne. È proprio per questo che sentiamo il dovere di fare qualcosa di diverso”.
Dopo questa premessa, Damiani passa all’attacco affermando che “mentre l’attuale Amministrazione, dopo oltre cinque anni di governo, tenta oggi di accreditarsi come paladina dell’ospedale con prese di posizione tardive e dichiarazioni di circostanza, la realtà dei fatti racconta altro: un’assenza prolungata di iniziativa politica, un comportamento ambiguo, fatto di silenzi, di proteste simboliche e di una sostanziale mancanza di sostegno alle battaglie civiche quando queste non producevano consenso immediato. Anche per questo il vostro impegno ha assunto negli anni un valore ancora più grande”.
Rivolgendosi al Comitato “San Bruno”, Damiani precisa: “noi non vi chiediamo di affidarvi a dichiarazioni d’intenti, né di rinunciare alla vostra autonomia. Al contrario, riteniamo che l’unico modo serio per sottrarre la sanità al tritacarne elettorale sia ancorarla a scelte istituzionali chiare, pubbliche e non negoziabili, costruite insieme ai cittadini e ai comitati che da anni se ne fanno carico”.
Per questo “Rinascita Comune” intende assumere “un impegno politico preciso e verificabile: in caso di elezione, promuovere la definizione di una piattaforma condivisa sulla difesa del presidio ospedaliero e sulla sanità territoriale, costruita insieme al Comitato e resa pubblica, affinché diventi un riferimento stabile dell’azione amministrativa, indipendente dagli equilibri di maggioranza e dalle contingenze elettorali”.
A questo impegno il gruppo vuole “affiancare uno strumento istituzionale stabile e operativo. In caso di elezione, ci impegniamo a istituire una Commissione consiliare speciale sul presidio ospedaliero e sulla Sanità territoriale, con funzioni di studio, proposta e indirizzo politico. All’interno di questa Commissione sarà formalmente prevista la partecipazione di componenti esterni indicati dal Comitato, senza diritto di voto ma con pieno diritto di parola, accesso agli atti e possibilità di formulare proposte”.
A tal proposito, Damiani spiega che “sarebbe cosa saggia se la politica tutta assumesse dinanzi all’elettorato lo stesso impegno solenne per un approccio diverso rispetto al passato su un tema che deve vedere uniti la spinta popolare e lo sbocco istituzionale”.
In questo modo, “il confronto sul futuro dell’ospedale non resterà confinato nelle stanze della politica, ma sarà strutturalmente aperto al contributo di chi ha dimostrato, nel tempo, competenza, coerenza e credibilità. Il rapporto con la Regione, l’Asp, il commissario Occhiuto e tutti i soggetti istituzionali competenti dovrà fondarsi su atti, documenti e posizioni condivise, non su prese di posizione estemporanee o dichiarazioni di facciata. Su questi temi – aggiunge – non saranno richiesti silenzi, né adesioni formali: la lealtà che riteniamo necessaria è esclusivamente verso la città e verso il diritto alla salute dei cittadini”.
La lettera di Damiani viene “resa pubblica perché pubblico deve essere l’impegno che assumiamo. Non chiediamo fiducia sulla parola- argomenta – ma proponiamo un metodo che renda la sanità una priorità politica permanente, sottratta alla propaganda e fondata su un confronto continuo, trasparente e verificabile.
Se è vero che ‘non è così che si costruiscono le carriere’ – conclude – allora è forse proprio così che si prova, finalmente, a costruire una politica diversa”.