Serra. Caso “Vivaio Rosarella”, Fratelli d’Italia: “Annullare il bando in autotutela”

“Al di là delle facili battute che hanno il solo scopo di far ottenere più like sui social, la realtà è scritta nero su bianco nelle varie deliberazioni e nella documentazione alle stesse allegata o magari, ad essere più pignoli, può essere facilmente sancita da una visita, tra l’altro obbligatoria per come prevede l’avviso d’asta pubblica, al sito stesso”.

Il Circolo di Fratelli d’Italia si tuffa nella questione che sta tenendo banco negli ultimi giorni ed evidenzia “molteplici incongruenze che si riscontrano nei vari passaggi che hanno preceduto la pubblicazione del bando di gara”.

La compagine di destra li riepiloga in 7 punti: 

“1) nella delibera di Giunta n. 88/2020 si evince chiaramente che è stata impartita la direttiva per l’alienazione del vivaio / orto botanico ‘Rosarella’;

2) nella determina n. 318/2020 del responsabile dell’area interessata si evince altrettanto chiaramente l’intento di alienare il vivaio / orto botanico ‘Rosarella’;

3) il vivaio / orto botanico ‘Rosarella’ ricade su tre fogli di mappa ed interessa la particella 237 del foglio 20, parte della particella n. 35 del foglio 21 (sulla quale dovrebbero ricadere, salvo errori, sia i fabbricati sia l’area pic-nic e forse anche il laghetto) e parte delle particelle n. 12 e n. 48 (su quest’ultima, forse, potrebbe ricadere il laghetto) del foglio 25;

4) nel piano delle alienazioni è stata inserita la particella n. 35 del foglio 21 la quale, quasi certamente, dovrebbero includere, come detto, sia i fabbricati sia l’area pic-nic se non addirittura anche il laghetto (ci domandiamo: gli uffici preposti hanno verificato attentamente l’ubicazione di tali beni?);

5) se dovesse essere come indicato ai punti 3 e 4 ci sarebbe la quasi certezza che nella disponibilità del Comune rimarrebbe, se tutto andrà bene, il solo laghetto;

6) se non fosse inserito nella parte posta in vendita l’intero vivaio / orto botanico ‘Rosarella’ quale dovrebbe essere la motivazione valida per indurre un ipotetico acquirente privato ad investire oltre 430.000 (quattrocentotrentamila) per acquistare un bosco da destinare ad uso e finalità di pubblico interesse per come previsto dal bando? E quale potrebbe e dovrebbe essere la finalità di pubblico interesse ?;

7) è molto probabile che l’immobile posto in vendita ricada in zona gravata da uso civico; se così fosse, non ci soffermiamo sulla parte burocratica relativa alla legittimazione, ci domandiamo come può essere possibile che il Comune metta in vendita un immobile senza precisare nel bando che lo stesso è gravato da uso civico e, quindi, successivamente lo stesso dovrà essere affrancato a cura e spese dell’acquirente?”.

Sulla base di questo considerazioni, il partito di destra si sente “in dovere di lanciare un appello al sindaco, ma anche ai responsabili del procedimento, affinchè, dopo un attento ed accurato approfondimento della pratica, qualora dovessero emergere le criticità da noi evidenziate, procedano all’annullamento in autotutela del bando di gara relativo alla vendita del vivaio / orto botanico ‘Rosarella’”.

Il Circolo di Fratelli d’Italia precisa che le argomentazioni elaborate non devono essere intese come “una polemica o un motivo di scontro con nessuno”, ma hanno “il solo scopo di tutelare il Comune da eventuali controversie giudiziarie; lo scopo di tutelare un bene comune che, al di là degli equilibri finanziari, dovrebbe rimanere di proprietà del Comune e diventarne il fiore all’occhiello e, soprattutto, hanno lo scopo di mettere in guardia dal fatto che se la famosa particella 35 del foglio 21 dovesse includere sia i fabbricati, sia l’area pic-nic e sia il laghetto il prezzo di 430.000 euro non rappresenterebbe nemmeno la metà del reale valore dell’immobile”.

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