Serra, Barillari e Federico snocciolano i numeri del dissesto: “Troppi debiti e mancati introiti, la politica della contingenza è stata fallimentare”

La decisione è estrema. La massa debitoria accumulata nel corso degli anni, unitamente a mancati introiti ed a scelte degli organi tenuti al controllo delle finanze, ha reso inattuabile la stabilizzazione del bilancio e, dunque, in assenza di imminenti provvedimenti governativi atti a prorogare il termine di presentazione dei bilanci e consentire di attingere al “fondone”, non si può che tirare una linea e ripartire da zero.

I MOTIVI Ad illustrare la dichiarazione di dissesto che dovrebbe essere ufficializzata nel corso del Consiglio comunale di giovedì, ma preventivata “già all’atto dell’insediamento”, è stato il sindaco Alfredo Barillari che ha spiegato come sulla “valutazione complessiva” abbia inciso la pronuncia della Corte dei Conti sui Fondi di anticipazione liquidità (Fal), che “devono essere conteggiati come debiti veri e propri”. Altri fattori determinanti che hanno portato a questo scenario sono stati “gli accantonamenti che privano l’Ente di liquidità” e il fatto che “le tre rate che dovevano essere saldate per il Piano di riequilibrio sono state disattese”.  In sostanza, “oggi sarebbe impossibile chiudere il bilancio”. “Nel passato – ha rilevato il primo cittadino – non ci sono state serie politiche per risolvere questi problemi. È evidente che la politica della contingenza è stata un sistema fallimentare”.

“IL CAMBIAMENTO” Barillari ha ribadito “l’assoluto rispetto dei ruoli” e “la collaborazione con chi deve mettere in pratica gli indirizzi politici”, specificando l’approccio che contraddistingue la sua sindacatura. “Il cambiamento – ha affermato – può significare traumi. Il nostro metro di misura è il bene della collettività serrese. Per noi le pratiche di lungo corso non possono rimanere nella polvere, anzi le questioni vanno prese di petto”.

I NUMERI Ad entrare nei dettagli del rosso di bilancio è stata la vicesindaco Rosanna Federico che, premesso di voler mantenere fede alla promessa di “essere chiari” e di “non aver paura di prendere decisioni”, ha chiarito di non voler “additare colpevoli” perché “le responsabilità saranno accertate dagli organi competenti. Poi ha snocciolato le cifre: ai 7.300.000 euro di passività cristallizzati con il pre-dissesto del gennaio 2020, si sono aggiunti nuovi pesi: 1.400.000 euro di ulteriore disavanzo rispetto al dicembre 2019, 400.000 euro di debiti fuori bilancio emersi nel rendiconto 2020, la pronuncia sui Fal che ha inciso per 2.600.000 euro. Totale: circa 11.400.000 euro.

A portare a questa situazione sono stati i debiti per utenze elettriche e gas (800.000 euro) e le sentenze riguardanti Banca Sistema (800.000 euro), i debiti residui verso Sorical (170.000 euro), le passività potenziali (1.800.000 euro) e soprattutto la mancata riscossione (6.000.000 euro).

LE CONSEGUENZE “Il pre-dissesto – ha asserito Federico – ha comportato l’innalzamento al massimo delle tasse, i tagli alle spese, le alienazioni di beni, vincoli e controlli sulle assunzioni, la necessità di rientrare in 20 anni. Con il dissesto arriverà un organismo straordinario di liquidazione che offrirà ai creditori una cifra fra il 40 e il 60%, riscuoterà i crediti, metterà in vendita i beni”.

LE AZIONI “L’Amministrazione – ha rimarcato ancora – ha riorganizzato il Settore Tributi affidando ad una società esterna l’accertamento di Tari e acqua, ha risolto l’oneroso contratto sulla raccolta dei rifiuti, ha ripreso il progetto sull’illuminazione per risparmiare sulla corrente elettrica, ha ridotto le spese e fatto ricorso ai volontari”.

IL FUTURO C’è, quindi, bisogno di una svolta. Ad avviso di Federico, servirà un’azione collettiva e “i cittadini dovranno recuperare la consapevolezza che si devono esigere i diritti, ma anche che l’Ente ha bisogno delle indispensabili entrate”. Fondamentale per Barillari sarà una rieducazione che partirà dall’aumento della raccolta differenziata e da un comune impegno per Serra.

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