Serra. Bando zona Pip, Giancotti: “Nuova maggioranza disinteressata alle esigenze del territorio”

“In merito alla pubblicazione del bando di concorso per la cessione in proprietà e trasformazione del diritto di superficie di lotti dell’area Pip, ubicata in località Terra Rossa (meglio conosciuta come Zona Industriale), mi sarei aspettata una scelta politica chiara e coraggiosa da parte del primo cittadino, che però non c’è stata”.

Lo afferma il consigliere comunale di opposizione Valeria Giancotti, secondo la quale “l’attenzione per il tessuto imprenditoriale e per i giovani che avrebbero avuto l’occasione di poter investire in un’area specifica su un proprio progetto aziendale, è passata in secondo piano rispetto all’ordinarietà amministrativa e alla possibilità di rendere effettivamente competitivo un territorio che si differenzia e spicca per la presenza di tantissime realtà imprenditoriali”. “Tutto – sostiene Giancotti – può dirsi ma non che l’Amministrazione comunale del duo Censore-Salerno stia operando per agevolare e creare delle opportunità di crescita e di sviluppo del territorio, anzi si direbbe che sia piuttosto disinteressata e intenta a volgere altrove le proprie mire e le proprie ambizioni. Anche in questa occasione lo hanno dimostrato, la scelta fatta, infatti, evidenzia, oltre alla mancanza di una conoscenza del territorio e del suo tessuto socio-economico, anche e soprattutto un chiaro disinteresse rispetto a quelle potenziali opportunità che scelte coraggiose, che tengano conto anche della realtà serrese, realmente possano favorire una occasione di crescita e sviluppo, anche in termini occupazionali, per le aziende già presenti oltreché per giovani, i quali potendo acquisire dei lotti a condizioni più favorevoli, potrebbero avviare nuove start-up visti i tanti bandi messi a disposizione dalla comunità europea e dalla Regione. Purtroppo, però, con la pubblicazione di questo bando e alla luce di quanto in esso contenuto – sentenzia Giancotti – si dà seguito al solito iter da tecnici-contabili che, sicuramente, tutela così l’ente e il sindaco con gli attuali amministratori…. E I cittadini? … Le imprese? …. I giovani? …il futuro di Serra e dei serresi?”.
“Quando mi trovavo in maggioranza – aggiunge l’esponente del gruppo dei dissidenti – mi sono dedicata a studiare e trovare una soluzione che potesse essere di rilancio alla zona Pip, che versa, oggi come allora, in uno stato di abbandono e di degrado inaccettabile. Nel lavorare quotidianamente a questo progetto insieme agli uffici preposti si era studiato e valutato positivamente ogni aspetto legislativo, tecnico ed economico, di una possibile scelta che portasse a concretizzare la vendita degli stessi lotti prevedendo un prezzo pari a 22,80 euro al mq a base d’asta, prezzo di gran lunga inferiore a quello di 33,82 euro ancora una volta oggi riproposto dalla ‘nuova maggioranza’, incomprensibilmente direi visto anche che per ben cinque volte i bandi pubblicati con quel prezzo a base d’asta, (due dei quali, con quello dei giorni scorsi, pubblicati durante la attuale Amministrazione Tassone), sono ad oggi andati deserti nelle prime quattro pubblicazioni e attendiamo l’esito di quella in corso.
Un prezzo di vendita, quello di euro 22,80, seppur ridotto rispetto al precedente e quindi con un minor introito per l’Ente, individuato a seguito di una valutazione complessiva di costi/benefici e anche normativa che non portasse l’Amministrazione ad incorrere in alcun danno erariale. Una valutazione quest’ultima – commenta Giancotti – che era stata pensata e analizzata, con l’obiettivo di tutelare il territorio e che potesse essere da impulso al tessuto economico di Serra anche grazie a delle possibili potenziali attività da intraprendere per la promozione e lo sviluppo dell’area in questione, così da innescare un circuito benefico di investimenti che avrebbero potuto, certamente, creare lavoro e dare la possibilità a tanti operatori economici di acquisire un lotto a un prezzo praticamente uguale o quantomeno vicino a quello di altre aree industriali evitando così di perdere ulteriori opportunità di sviluppo dovute alla possibile scelta di investire, da parte di questi ultimi, su zone industriali realizzate al di fuori del territorio comunale di Serra. Peraltro gli uffici avevano anche predisposto tutti gli atti necessari in tal senso, successivamente sottoposti alla valutazione del sindaco, come da lui stesso ammesso in sede di Consiglio comunale, che, seppur condividendo in quel momento tale scelta, molto probabilmente ‘altri’ per lui successivamente hanno pensato bene di decidere di non decidere”.
A giudizio di Giancotti, però, “nel riformulare il ‘nuovo’ bando (se così possiamo definirlo perché di nuovo non c’è praticamente nulla, essendo identico nei dettagli economici e, soprattutto, nel costo di acquisizione dell’area, di nuovo fissato a 33,82 euro) mi piacerebbe sapere se quantomeno l’Amministrazione si sia chiesta per quale motivo i bandi precedenti sono più volte andati deserti. Mi chiedo se qualche esperta in materia di strategia e sviluppo del territorio abbia dato anche solo un’occhiata alla nutrita documentazione che riguarda la zona Pip e soprattutto mi chiedo nella scelta fatta dalla maggioranza quale sia e dove ricercare l’idea di rilancio del territorio, se ne hanno effettivamente una. Avevo già chiesto ben due mesi fa, in occasione della seduta consiliare in cui si trattava del Documento di programmazione dell’attività amministrativa, alla consigliera Jlenia Tucci, delegata Progetti strategici – Piani e strumenti di sviluppo territoriale sostenibile, competente per l’argomento trattato, cosa avesse previsto per il rilancio della zona Pip e se avesse preso in considerazione il bando così come era stato già elaborato e condiviso insieme al sindaco Tassone che, di certo, avrebbe solo fatto il bene del territorio. Ma come recita la barzelletta ‘interrogato il morto, il morto non rispose’ … se non con un fremito impercettibile.
Per il sindaco l’aver discusso con la ‘nuova maggioranza’ per ‘rivedere il progetto e rideterminare gli importi di vendita dei lotti a base d’asta’ evidentemente e alla luce del bando pubblicato non ha portato ai risultati da noi richiesti ed auspicati in sede di Consiglio comunale. Come già più volte riscontrato nell’agire amministrativo quotidiano di questa nuova ‘minoranza/maggioranza’ sembrerebbe che l’interesse diffuso dei serresi non sia tra le loro priorità. Anche per questo hanno deciso di non dar seguito a quel procedimento studiato e predisposto nella precedente maggioranza e quindi da me, molto probabilmente perché non ho voluto indossare le loro stesse casacche da soldatini, casacche che alla sottoscritta non andranno mai bene, qualunque esse siano, perché il senso del dovere, nonché la difesa degli interessi dei cittadini serresi il progresso e la crescita della nostra comunità, vengono prima dei leader, o forse è meglio definirli dei ‘capi’, di turno”.

Contenuti correlati