SERRA AL VOTO / Ecco perché le dimissioni sono la scelta giusta

La maggioranza non ha più i numeri per governare. O, meglio, non avrebbe avuto i numeri per farlo nel momento in cui sarebbe stata sollevata l’incompatibilità del sindaco Luigi Tassone, appena eletto consigliere regionale, con la conseguente attivazione della procedura di decadenza. Tentare di amministrare con 6 consiglieri (di cui uno a quel punto sindaco facente funzioni) di maggioranza contro 6 di minoranza avrebbe avuto l’effetto di creare incertezze e danni al paese. Oltre che un danno d’immagine per la politica, che nel caso si fosse intestardita nell’andare avanti a tutti i costi avrebbe dimostrato un ingiustificabile attaccamento alla poltrona.

Consentire al popolo di esprimersi subito, senza passare per un lunghissimo commissariamento (che si sarebbe concretizzato in caso d’impossibilità di approvazione del bilancio), è una scelta – stavolta certamente – di responsabilità.

C’è chi dice anche di convenienza politica, ipotizzando l’impreparazione dell’avversario o degli avversari. Ma questo è indimostrabile, anche perché al momento non è dato sapere se i gruppi che fanno riferimento ad Alfredo Barillari, Walter Lagrotteria e Cosimo Polito (senza contare il gruppo di Michele Ciconte e quello a livello embrionale ideato da altri esponenti) andranno uniti alle elezioni oppure a capo di schieramenti diversi.

Saranno i cittadini a giudicare, come è giusto che sia. Come democrazia impone. Altre strade a livello di buonsenso ed anche di correttezza politica e di rispetto per gli elettori non ce ne sono. 

Il Comune di Serra San Bruno è in regime di Piano di riequilibrio. Servirà un’Amministrazione competente ed un’opposizione capace di non alimentare i focolai di divisione sociale. Serra non ha bisogno di guerre a tempo indeterminato. Ha bisogno di riappropriarsi di quel senso di unità che manca da troppo tempo.

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