“Scusate il ritardo”: le parole fuori luogo e fuori tempo massimo di Falcomatà

“Scusate il ritardo”, per due volte, nel giro di quattro giorni, le comunicazioni social del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, sono state chiuse da questa frase che, apparentemente cordiale ed informale, tradisce, una volta di più, la difficoltà incontrata dal Primo Cittadino nel fronteggiare l’ordinaria amministrazione. Nel primo caso, datato 28 giugno, informava i “sudditi” che le segnalazioni ricevute circa le obbrobriose condizioni in cui versava un sottopasso (si, avete capito bene, di questo si tratta), nello specifico quello della Sorgente, periferia Sud, era stato pulito. Corredata da tre fotografie che testimoniavano la veridicità dell’annuncio “coram populo”, la notizia avrà fatto sobbalzare sulla sedia Capi di Stato e Presidenti democraticamente eletti in ogni angolo del pianeta. Nessuno, infatti, con tutto l’impegno e l’ingegno possibili, riuscirà mai a raggiungere le cime (parecchio tempestose) raggiunte con cotanta scioltezza da Falcomatà. Il quale, tuttavia, forse conscio dell’abnormità dell’impresa, ma orgoglioso per essere riuscito a centrarla, ha scelto di terminare il messaggio universale con quelle tre paroline “Scusate il ritardo”. Non si fa fatica a scorgere il sarcasmo ingiustificato, inopportuno e, come al solito, inadeguato al ruolo ed alla funzione. Non c’è nessun afflato di umiltà in quelle scuse, nessuna ammissione di colpa. Se, soltanto alla fine di giugno, è stata messa una toppa ad una delle innumerevoli vergogne che si affacciano sul mare di Reggio, buon senso pretenderebbe un silenzio carico di rossore e nulla più. Impassibile di fronte alla calura estiva che ottenebra i pensieri, il Primo Cittadino, però, ha voluto strafare e, smaltita la sbornia di felicità per aver provveduto a rendere transitabile un sottopasso (roba che nemmeno il sindaco di un paesino di 1851 abitanti come Bagaladi si sognerebbe di divulgare con fierezza), si è sbizzarrito con il Lido Comunale. In data 1 luglio (1 luglio, è bene ripeterlo), sulla sua pagina Facebook rendeva noto che: “Oggi alle 18 prenderà il via la stagione balneare del nostro Lido Comunale”. Le immagini a corredo, purtroppo, sicuramente per sbadataggine,  indugiano sul look “descamisado” del sindaco e non catturano lo stato immondo, nel vero senso della parola, in cui per un altro anno ancora è ridotta una perla del genere. Il Primo Cittadino, però, nell’occasione ha fatto sapere che: “Il Lido non può essere utilizzato solo due o tre mesi l’anno”. Un concetto che chiunque, negli ultimi decenni, ha espresso al bar per un numero di volte impossibile da calcolare. Tutti, fino all’altro ieri, pensavamo di aver manifestato un pensiero in grado di vincere, senza troppi patemi, il Premio Nobel della banalità, ma adesso sappiamo che esso ha il sigillo istituzionale di Palazzo San Giorgio, certificato dall’ormai consueto “Scusate il ritardo”. E’ un peccato, alla luce di questa tambureggiante sequenza di irresistibili azioni amministrative, che il sindaco non possa, a distanza di 192 giorni dalla deflagrazione del problema, rendere partecipe la cittadinanza che è stato sostituito il tratto di condotta idrica adiacente il nuovo Palazzo di Giustizia. Eppure, lo ricordiamo a noi stessi, era stato lui stesso a garantire che entro l’estate avrebbero trovato soddisfazione le decine di migliaia di suoi concittadini vittime della barbara condizione dei rubinetti a secco per gran parte della giornata. Non solo la stagione estiva è iniziata senza che qualcuno dei responsabili, dal Palazzo di Città, avverta l’obbligo morale di spiegare quale sia lo stato dell’arte, ma il dramma (come era ampiamente prevedibile) è esploso a macchia d’olio in altre popolose zone di Reggio: da Gallico a Condera passando per Vito. E di fronte a questa meschina infamia non ci sarà “Scusate il ritardo” che tenga. Chi indossa la fascia tricolore aveva il dovere, che Falcomatà non ha ottemperato, di battere i pugni sul tavolo delle riunioni con Sorical ed impedire che la comunità, da lui non tutelata e non difesa, fosse mortificata in questo modo. Con il suo inane comportamento, invece, si è reso, quanto meno, complice e corresponsabile di una sciagurata manifestazione di irresponsabilità istituzionale che rischia di creare tensioni sociali impossibili da gestire. “Per adesso buona estate e…scusate il ritardo”.

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