Scoppia l’emergenza rifiuti in Calabria e Potere al Popolo contesta il commissariamento

"E' una soluzione che produce danni ancora maggiori"

“Buon 1997! Sì, perché a quanto pare, a livello regionale e in tema di gestione rifiuti, faremo un salto nel passato e alla sciagurata stagione del commissariamento di questo settore”.

E’ ferma la critica rivolta da Potere al Popolo Calabria alle modalità ventennale di conduzione del problema rifiuti, esploso ormai in diverse zone della regione e per la cui soluzione non è accettabile, a pare della stessa organizzazione politica, l’idea di commissariare ancora un ambito così delicato. “E questo – specifica, infatti, il partito di estrema sinistra – a seguito della nuova emergenza rifiuti che sta mandando in crisi già in questi primi giorni del 2019 un intero sistema, diversi Comuni e tutti i servizi annessi.
Una stagione fatta di sprechi enormi, di imposizioni fatte senza il minimo rispetto dei territori e degli stessi calabresi, di business per la criminalità, senza raggiungere nessuno degli obiettivi previsti dai diversi Piani regionali per i rifiuti.
Una stagione continuata tristemente con l’attuale Amministrazione che ha approvato un nuovo Piano, il Piano delle ‘discariche zero’, tra roboanti paroloni e messaggi tranquillizzanti. Ma per tante e tanti di noi che hanno vissuto le esperienze dei comitati territoriali contro le discariche e gli inceneritori, che hanno lottato con la RDT Franco Nisticò per la fine del commissariamento, questo nuovo piano ha rappresentato da subito l’ennesimo bluff.
E infatti ci ritroviamo nella situazione attuale, causata in primis da una mancanza di impianti idonei al crescere della raccolta differenziata nei diversi Comuni, figlia a sua volta di un’assenza di programmazione (quella sempre citata e illustrata su carta, ma mai messa in atto). Ma la mancanza di programmazione non ha interessato solo la parte tecnica e gli impianti necessari per tutta la filiera dalla raccolta al riuso, ma anche quella burocratico-istituzionale, arrivando clamorosamente in ritardo alla fatidica data del 1 gennaio 2019, con il passaggio dei diversi impianti di conferimento dei rifiuti dalla competenza Regionale a quella comunale. Questo ha creato l’ennesima crisi che ha colto i Comuni impreparati e la Regione che sta correndo ai ripari chiedendo agli impianti di continuare a lavorare senza contratti e senza la nuova struttura organizzativa fondamentale per operare secondo legge in un settore delicatissimo come quello dei rifiuti, troppo spesso sottovalutato”.
“Alla fine -lamentano i militanti calabresi di Potere al Popolo – chi subisce le conseguenze di tutto questo sono i cittadini che dietro i ritardi nella raccolta, non capiscono e forse non sanno cosa vi sia dietro questa complessa macchina. Da una parte si chiede loro di differenziare i rifiuti correttamente – e in questa direzione, nonostante la crescita della Raccolta Differenziara nella nostra regione, va lavorato ancora di più e meglio per andare verso una raccolta porta a porta – dall’altra poi non si hanno gli impianti, o meglio non si riesce ad avere una gestione ottimale di questi rifiuti.
Così si va avanti di deroghe in deroghe, si continua a spendere cifre esorbitanti per mandare rifiuti fuori regione, si insiste nella logica dei grandi impianti che favoriscono gli interessi dei privati e non impianti – a gestione pubblica – più piccoli e maggiormente diffusi nei territori, si continua a cercare buche in tutta la regione da trasformare in discariche. Insomma 22 anni sono passati, ma sembra non abbiano insegnato nulla in materia di gestione dei rifiuti”.
“L’istituto del commissariamento – ammette Potere al Popolo – non ci piace, in ogni settore: nella nostra regione non ha mai risolto l’emergenza per il quale è stato imposto, producendo invece danni ancora maggiori. Non crediamo sia la risposta neanche in questo caso”.

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