“Scippati al Sud 840 miliardi di euro e dirottati al Centro-Nord”: Orrico invita a reagire

“Sud, dal 2000 al 2017, la quota di fondi pubblici sottratta e destinata altrove ammonta a più di 840 miliardi di euro netti (in media, circa 46,7 miliardi di euro l’anno). Si tratta della somma che avrebbe dovuto avere il Mezzogiorno in base a un basilare principio di giustizia, approvato dal M5S l’anno scorso, che prevede di destinare una quantità di spesa ordinaria alle regioni meridionali del 34%, pari cioè alla popolazione residente”.

È quanto rileva il sottosegretario alla Cultura Anna Laura Orrico che nota come “invece, i ‘governi della casta” hanno pensato bene di tagliare al Mezzogiorno, nonostante i principi di perequazione della nostra Costituzione prevedessero il contrario”.

A dimostrazione del proprio ragionamento, Orrico riporta il rapporto Eurispes 2020: 

“Nel 2016 lo Stato italiano ha speso 15.062 euro pro capite al Centro-Nord e 12.040 euro pro capite al Meridione. In altre parole, ciascun cittadino meridionale ha ricevuto in media 3.022 euro in meno rispetto a un suo connazionale residente al Centro-Nord. Nel 2017, si rileva un’ulteriore diminuzione della spesa pubblica al Mezzogiorno, che arriva a 11.939 (-0,8%), mentre al Centro-Nord si riscontra un aumento dell’1,6% (da 15.062 a 15.297 euro). emerge una realtà dei fatti ben diversa rispetto a quanto diffuso nell’immaginario collettivo che vorrebbe un Sud “inondato” di una quantità immane di risorse finanziarie pubbliche, sottratte per contro al Centro-Nord.

Dal 2000 al 2007 le otto regioni meridionali occupano i posti più bassi della classifica per distribuzione della spesa pubblica. Per contro, tutte le Regioni del Nord Italia si vedono irrorate dallo Stato di un quantitativo di spesa annua nettamente superiore alla media nazionale.

Se della spesa pubblica totale, si considera la fetta che ogni anno il Sud avrebbe dovuto ricevere in percentuale alla sua popolazione, emerge che, complessivamente, dal 2000 al 2017, la somma corrispondente sottrattagli ammonta a più di 840 miliardi di euro netti”.

Orrico invita, dunque, a ripartire da questi numeri per reagire.

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