Scioglimenti per mafia, Lucano alza la cresta: “I sindaci riconsegnino le fasce a Minniti”

“Non è possibile credere che persone con queste sensibilità possano avere complicità o collaborazioni con gli ambienti criminali”. Il sindaco di Riace Mimmo Lucano è vicino a Isidoro Napoli, assessore del Comune di Marina di Gioiosa jonica, sciolto nei giorni scorsi, insieme ad altri 4 Comuni calabresi (fra cui Lamezia Terme) per infiltrazioni mafiose. Ma il suo pensiero non si ferma al singolo fatto, ma va ad approfondire una questione di grande rilevanza e propone una eclatante protesta.
“Dire di essere solidali con il sindaco del Comune di Marina di Gioiosa e con tutti gli amministratori – sostiene Lucano – non deve essere solo un atto dovuto non basta, occorre fare altro. Voglio, se è possibile nella qualità di sindaco di uno dei comuni di questa terra di frontiera che é la Locride, trasmettere un appello all’assemblea dei sindaci per ritornare a Roma questa volta per consegnare le nostre fasce nelle mani del ministro degli Interni che è anche della nostra terra. Non abbiamo bisogno di personalità e raccomandazioni della politica – afferma – per essere ricevuti, solo le nostre facce e l’orgoglio di rappresentare una terra offesa e spesso umiliata dalla ndrangheta ma anche dai poteri forti e deviati di uno stato che soffoca gli ultimi baluardi di democrazia rappresentati dalle comunità locali. Non ci sono solo le emergenze sanità criminalità organizzata c’e anche un’emergenza democrazia. Dobbiamo fare i conti con poteri forti occulti e invisibili che umiliano e decidono il destino della nostra gente che nonostante tutto continua a credere in un’altra calabria possibile”.

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