“Scelte non trasparenti”, il centrodestra unito dichiara guerra all’Amministrazione Falcomatà

I consiglieri comunali di centrodestra stringono all'angolo l'Amministrazione Falcomatà

Unito come un sol uomo, finalmente il centrodestra reggino ha alzato il tiro con una conferenza stampa che è da considerare, a tutti gli effetti, una promessa di tempeste future per l’Amministrazione comunale.Assente giustificato il solo Lucio Dattola, dispersi da tempo un paio di rappresentanti della minoranza di cui si ricordano a fatica anche i volti, seduti allo stesso tavolo si sono ritrovati Massimo Ripepi e Mary Caracciolo, Nino Pizzimenti e Pasquale Imbalzano, Luigione Dattola ed Emiliano Imbalzano. In platea, tra gli altri, Ernesto Siclari e Franco Germanò, dirigenti del Movimento Nazionale per la Sovranità; Antonio Virduci, in rappresentanza di “Stanza 101”, Paola Lemma, dell’UDC, Peppe Sergi (Reggio Futura). Tutti lì a dare il loro contributo per cominciare ad abbattere il muro dell’arroganza alzato, nel corso del tempo, dal sindaco Giuseppe Falcomatà. Propizia per lanciare il primo di una, prevedibilmente, lunga serie di assalti è stato l’incontro odierno convocato da Ripepi. E’ stato lui ad aprirlo ed a spiegare quale fosse l’oggetto, ampio a tal punto da abbracciare una serie infinita di criticità preoccupanti. Ha colpito, tra l’altro, la nutrita presenza di cittadini, di persone in carne ed ossa ansiose di dire la propria, di farsi sentire. Una rappresentazione plastica di quanta rabbia popolare stia covando sotto la cenere del fuoco acceso dal freddo disinteresse esibito in tutte le occasioni possibili dal Primo Cittadino. Ripepi ha dato avvio alle danze delle doglianze lamentando irregolarità in seno all’avvocatura civica, dove, ha sostenuto, sono presenti professionalità che non hanno i requisiti per rappresentare il Comune in Cassazione arrecando, in tal modo, un danno diretto, alla collettività. Dito puntato, da parte dell’esponente di Fratelli d’Italia, anche sulla scelta di nominare, quale direttore generale del Comune, un funzionario della Prefettura preferito a due dirigenti dello Stato. Dubbi e perplessità che, nelle more dell’intervento, si sono allargati a macchia d’olio toccando il servizio, del tutto insufficiente, reso da AVR, la manutenzione del verde e quella stradale su cui appunterà, più tardi la propria attenzione un accorato Luigione Dattola, anche lui del partito guidato da Giorgia Meloni. Opachi, a giudizio di Ripepi, anche le modalità applicative dei contratti decentrati dei dipendenti, nonché il ritardo che si accumula nel pagamento degli stipendi. Di tutto ciò, ha annunciato, saranno investiti i parlamentari dei partiti di opposizione ai quali verrà fatta esplicita richiesta di adoperarsi affinché arrivino a Palazzo San Giorgio gli ispettori del Ministero dell’Economia e della Funzione Pubblica. Una esigenza che nasce dal fatto che le interrogazioni rivolte al sindaco sono rimaste, nella stragrande maggioranza dei casi, lettera morta. Disarmante anche il cahiers de doléances snocciolato dal capogruppo di FdI che, con dovizia di particolari, è sceso nel dettaglio dei numerosi problemi che attanagliano la disperata quotidianità dei reggini, a partire dalla vera e propria tragedia della carenza idrica a proposito della quale ha ricordato di quando, dall’opposizione, si lanciava l’allarme circa la reale tenuta delle condotte a fronte di una aumentata pressione generata dall’arrivo dell’acqua proveniente dalla Diga del Menta. Appelli inascoltati che si sono tradotti, ad oggi, in uno dei più gravi scandali della storia italiana: una città vergognosamente senz’acqua dopo che le massime autorità della politica cittadina e regionale hanno avuto l’ardire di inaugurare in pompa magna una maxi opera costosissima per le tasche dei contribuenti, almeno fino al momento truffati dai fatti incontrovertibili. Un fiume in piena Mary Caracciolo, la capogruppo di Forza Italia che, con feroce determinazione feroce, ha inchiodato Falcomatà e la sua Giunta alle evidenti responsabilità che portano in capo per inefficienza, incapacità, inadeguatezza. La grintosa rappresentante ‘azzurra’, dopo aver anche lei gettato un fascio di luce sul panorama ignominioso delle difficoltà che angustiano qualunque cittadino reggino, si è soffermata sulla drammatica situazione vissuta dai lavoratori AVR e dagli assistenti educativi, vittime entrambe le categorie di mancati e ritardati pagamenti: una condizione angosciosa in grado di mettere in ginocchio una famiglia. A questo proposito Caracciolo, con linguaggio schietto, ha introdotto l’atroce ambiguità legata allo stato di liquidità del Comune, evidentemente soggetto ad incognite molto preoccupanti. Con pacatezza, Pasquale Imbalzano ha, invece, affondato i colpi precedendo la stoccata finale di Emiliano Imbalzano, rappresentante istituzionale più alto in grado della Lega a Reggio Calabria che, Testo Unico degli Enti Locali alla mano, ha colto l’essenza del ruolo esercitato dal consigliere comunale, quello stesso ruolo che, con la sua interessata chiusura a riccio, Falcomatà ha svuotato di ogni significato: una menomazione che la minoranza consiliare non ha la benché minima di accettare, tutt’altro.

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