Sapia (M5S) accusa i Commissari: “Dalla morte di Scutellà illegalità dominante nella sanità calabrese”

Il deputato è intervenuto nell'anniversario del decesso del piccolo Flavio

Nel giorno del dodicesimo anniversario della morte del piccolo Flavio Scutellà, il deputato M5S Francesco Sapia contesta duramente la struttura commissariale per la sanità calabrese.

Il parlamentare è intervenuto «sulle gravi irregolarità nell’Asp di Cosenza». «O si applicano regole e controlli – ha scritto Sapia, tra gli altri ai Commissari governativi Saverio Cotticelli e Maria Crocco – nella consapevolezza che dalla morte, nel 2007, dei minori Federica Monteleone, Flavio Scutellà ed Eva Ruscio in Calabria non è cambiato quasi nulla in termini di rispetto della legalità, oppure si chiudono gli occhi davanti all’evidenza e si continua, per dirla alla Pirandello, a recitare a soggetto, con tutte le conseguenze in termini di tutela della salute e dei diritti dei cittadini». In particolare il deputato 5 Stelle ha chiesto al vertice dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza – e ai cCmmissari alla Sanità regionale di esercitare all’occorrenza i poteri suppletivi – di annullare due recenti delibere, una di nomina del componente della Commissione aziendale per il Rischio radiologico, l’altra per assegnare la responsabilità della Gestione tecnico-patrimoniale, nonché di revocare l’incarico di direttore del Suem 118 dell’Asp di Cosenza, «in quanto nelle tre vicende vi è manifesta violazione di legge». Nel contempo il parlamentare – che ha inoltrato la stessa nota alla magistratura ordinaria e contabile, al ministro della Salute, al Governatore e al Consiglio regionale della Calabria, nonché al Tavolo interministeriale di verifica del piano di rientro – ha chiesto poi di revocare, «in quanto conferiti con procedure illegittime», gli incarichi nell’Asp di Cosenza di responsabile del Risk management, affidato a persona vicina all’ex direttore generale Raffaele Mauro, e dell’Urp, affidato alla moglie di Franco Pacenza. Sapia ha poi obiettato «l’inammissibile permanenza, in ospedali privi di Direzione sanitaria come quello di San Giovanni in Fiore, di referenti individuati senza alcuna selezione preventiva, i quali benché privi di titolo hanno più volte firmato abusivamente atti di gestione del personale». Infine, nella stessa nota il deputato M5S ha chiesto al Tavolo interministeriale di verifica del piano di rientro, «alla luce delle assurde quanto pretestuose lungaggini relative alla mancata riattivazione degli ospedali periferici di Praia a Mare e Trebisacce, di verificare la possibilità di assegnare con deroga i posti letto necessari a riaprire realmente le predette strutture, obbligo imposto dalla magistratura e non dal barista sotto casa».

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