Sanità. “È forte e concreto il rischio che in Calabria il servizio 118 venga depotenziato”

È forte e concreto il rischio che in Calabria il servizio 118 venga depotenziato per i tagli al personale e l’impossibilità di poter garantire la presenza di medici a bordo delle ambulanze. È la denuncia racchiusa nell’interpellanza depositata dal consigliere regionale Gianluca Gallo, sulla base delle situazioni verificatesi nelle ultime settimane in diversi Comuni, in particolare in quelli dell’area ionica cosentina. Destinatario dell’atto ispettivo, il presidente della

Giunta regionale, Mario Oliverio. «A fine aprile – ricorda Gallo – l’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza ha ridotto il numero di medici a disposizione del servizio 118, determinando così una situazione di forte pericolo in svariate postazioni di emergenza territoriale, esposte al rischio di non poter garantire per ogni turno la presenza di un medico a bordo delle ambulanze. Un’eventualità che, qualora dovesse verificarsi, rappresenterebbe un grave vulnus per la tutela del diritto alla salute dei cittadini, dal momento che un’ambulanza senza medico a bordo si riduce a funzioni di mero trasporto o quasi, vista l’impossibilità di intubare i pazienti, somministrare farmaci o formulare diagnosi, con conseguente perdita di tempo che potrebbe invece risultare prezioso». A sostegno delle sue preoccupazioni, Gallo richiama le parole del presidente del Sis 118, Mario Balzanelli, «che non più tardi di un mese fa ha evidenziato come il sistema salvavita imperniato sulla funzionalità delle postazioni di emergenza territoriale rischi di essere smantellato qualora non si sia in grado di assicurare la presenza di medici a bordo delle ambulanze». Sotto questo profilo, ricorda l’esponente della Cdl, «delicata si presenta la situazione di alcune Pet dell’area ionica cosentina, come ad esempio quella di Cassano Ionio, al servizio di un bacino d’utenza che nella stagione estiva arriva a contare decine di migliaia di utenti e che dal 2001 ad oggi si è caratterizzata per una media di 1.300 interventi annui: nella predetta postazione il servizio di medico a bordo è al momento garantito dalla permanenza in servizio di due soli medici, costretti all’evidenza ad estenuanti turni, con pericolo e disagi per sé e per l’utenza. Uno scenario che non cambia neppure a voler tener presente la rassicurazione di ricorso, in caso di necessità, in regime di straordinario, di altro personale distaccato presso altre strutture da impiegare alla fine dei regolari turni di lavoro degli stessi». Incalza Gallo: «Sulla carta, Pet come quella di Cassano risultano essere dotate di personale medico nei fatti distaccato presso altre strutture. Di recente, poi, il sindacato Confial ha denunciato e contestato la nota con la quale nell’Aprile 2015 la direzione generale dell’Asp istituiva la figura del referente del 118 per l’area ionica, in realtà non prevista nell’atto aziendale e confliggente con i compiti e le funzioni proprie della dirigenza medica e della direzione del servizio 118, riconducendo a tale decisione le difficoltà organizzative che negli ultimi tempi stanno verificandosi in tutta l’area ionica cosentina». In coda, le richieste al presidente Oliverio: «La Regione valuta legittimo l’operato dell’Asp di Cosenza, anche in riferimento alle contestazioni mosse dalla Confial? Ritiene di dover verificare per quali ragioni e sulla base di quali provvedimenti sia stata disposta l’assegnazione ad altre strutture di medici assegnati alle Pet? E soprattutto: come intende adoperarsi perché la presenza di medico a bordo delle ambulanze del servizio 118 sia costantemente garantita in provincia di Cosenza ed in tutto il territorio regionale, in maniera pienamente conforme alla legge ed al rispetto dei diritti dei medici in servizio?». S’attendono ora risposte.

Contenuti correlati

Commenta per primo

Lascia un commento