San Calogero. Decade il sindaco, il prefetto impone al Consiglio di prenderne atto: verso nuove elezioni

Il prefetto di Vibo Valentia Francesco Zito ha inviato una missiva al presidente del Consiglio comunale di San Calogero trasmettendo l’ordinanza della Corte di Cassazione con la quale è stato respinto il ricorso del sindaco Nicola Brosio avverso la sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro. Il prefetto ha specificato che, per effetto della definitività della pronuncia di incandidabilità, “l’amministratore decade dalla carica di sindaco e, di conseguenza, spetta all’organo consiliare di appartenenza prenderne atto”.

Il prefetto invita quindi il presidente del Consiglio a notificare la comunicazione ai consiglieri e a “disporre la convocazione dell’organo consiliare per i successivi adempimenti di competenza”. Poi, in Prefettura dovranno  giungere gli atti relativi alla convocazione del Consiglio ed alla deliberazione del civico consesso.

Al caso sono applicabili le disposizioni dell’articolo 53 del Tuel, che recita testualmente: “In caso di impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del sindaco o del presidente della provincia, la giunta decade e si procede allo scioglimento del consiglio. Il consiglio e la giunta rimangono in carica sino alla elezione del nuovo consiglio e del nuovo sindaco o presidente della provincia. Sino alle predette elezioni, le funzioni del sindaco e del presidente della provincia sono svolte, rispettivamente, dal vicesindaco e dal vicepresidente. Il vicesindaco ed il vicepresidente sostituiscono il sindaco e il presidente della provincia in caso di assenza o di impedimento temporaneo, nonché nel caso di sospensione dall’esercizio della funzione ai sensi dell’articolo 59. Le dimissioni presentate dal sindaco o dal presidente della provincia diventano efficaci ed irrevocabili trascorso il termine di 20 giorni dalla loro presentazione al consiglio. In tal caso si procede allo scioglimento del rispettivo consiglio, con contestuale nomina di un commissario. Lo scioglimento del consiglio comunale o provinciale determina in ogni caso la decadenza del sindaco o del presidente della provincia nonché delle rispettive giunte”.

L’incandidabilità derivava dallo scioglimento del precedente Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose: il sindaco era lo stesso Brosio.

Contenuti correlati