Salvini sceglie Serra San Bruno e Catanzaro per chiudere la campagna elettorale

Non una scelta casuale, ma studiata attentamente. Per il valore simbolico dei luoghi per un politico che si professa cattolico e che, spesso, ha pubblicamente manifestato la sua fede con parole e gesti espliciti.

Matteo Salvini ha deciso di chiudere la sua campagna elettorale in Calabria mercoledì con un doppio appuntamento: Serra San Bruno (ore 10 in piazza Monsignor Barillari) e Catanzaro (ore 14.30 nel Teatro comunale).

La prima meta è stata selezionata proprio per il suo significato spirituale, la seconda in quanto capoluogo di regione.

Il leader della Lega si presenterà nella città della Certosa, sede anche di diverse splendide chiese e custode di un patrimonio naturale unico, dove esporrà i tratti essenziali del suo pensiero, spiegando le ragioni di un partito che ha preso piede anche a queste latitudini. Molto probabile che Salvini si fermi ad osservare le particolarità locali, testimoniando con tanto di foto gli aspetti salienti della sua visita. Ragionevolmente, ed a dispetto dell’orario, sono attesi numerosi attivisti e simpatizzanti, desiderosi di vedere all’opera il loro massimo rappresentante nella propria terra. Attesa una mole considerevole di curiosi, attratti più dalla visibilità di Salvini e dalla sua capacità di calamitare i fari della ribalta su di sé, che non dal discorso politico in senso stretto.

C’è chi vede nell’ex ministro dell’Interno la persona adatta per abbattere “un sistema marcio” e “spazzare via” un sistema che si è rivelato incapace di produrre sviluppo. E si aspetta parole di fuoco contro chi ha governato finora, oltre che nuove battute taglienti nei confronti dell’avversario candidato alla Presidenza della Regione Pippo Callipo. Si tratta di gente stanca, delusa, che non vede soluzioni, se non quella di un taglio nettissimo con il passato. 

Dall’altro lato, c’è chi è pronto a protestare con veemenza sottolineando i trascorsi e le frasi del passato. È possibile riscontrare sui social dissenso organizzato, alimentato da gruppi pronti a “fare rumore”. Ciò lascia intendere che ci potrebbe essere lavoro impegnativo per chi è preposto a tenere l’ordine.

Il popolo del comprensorio serrese aspetta questo incontro che, comunque, avrà una valenza storica.

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