Rosario e ‘ndrangheta, Bombino “scomunica” Morra: “Ha urlato il più vile degli insulti alla Nostra Stirpe”

"Non sa, l’incompetente, che Maria di Polsi anticipa di qualche millennio il peccato dell’ultima generazione e preesiste alla ‘ndrangheta"

“L’insegnante Nicola Morra è un ignorante”.

La bocciatura, bruciante, da parte del professor Giuseppe Bombino, chiude qualsiasi spiraglio a banali giustificazioni o puerili interpretazioni del deputato targato 5Stelle. Il parlamentare, che ricopre peraltro la delicata posizione di presidente della Commissione parlamentare antimafia, nel corso del dibattito in Senato seguito alle comunicazioni di martedì del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con l’intento di colpire sotto la cintola il ministro dell’Interno Matteo Salvini, alleato del Movimento fino al pomeriggio di ieri, ha tirato in ballo una farneticante teoria circa l’ostentazione del Rosario. Un’azione, quella più volte ripetuta dal leader della Lega, che secondo i pensieri assai confusi dell’insegnante ligure trapiantato in Calabria, altro non sarebbe se non un messaggio rivolto alla ‘ndrangheta. Una tesi la cui folle stupidità è messa sotto i piedi dalle puntuali confutazioni del professor Bombino: “Non sa, l’incompetente, che Maria di Polsi anticipa di qualche millennio il peccato dell’ultima generazione e preesiste alla ‘ndrangheta. Non cerchi facili allusioni, Nicola Morra, ché l’Umanità calabrese, in ogni tempo, si accostò a quel Santuario, nella Valle profonda, per annunziarsi alla Madre con Inni alla Vita. Nicola Morra ha trapassato il velo dell’ambiguo immobilismo ed ha gridato, nel frammentato spazio che gli è stato concesso, la sua orrenda banalità. Perché nel vuoto della retorica anche il saltimbanco diviene un maestro, e il ciarlatano un profeta che pretende di indovinare il cammino di un Popolo intero. Ancora una volta abbiamo udito il saccente e pretenzioso tentativo di chi, come Lui, vorrebbe interpretare ciò che neanche si intuisce. Lo avete visto …? Ha preso il microfono in mano per urlare il più vile degli insulti alla Nostra Stirpe.
Lo avete sentito …? Dalla sua sgangherata cattedra ha teorizzato improbabili sillogismi per annientare una Civiltà”. Egli, infatti, ha confuso tuona l’autorevole intellettuale – la Fede con l’affiliazione, la Devozione con la deviazione. Il Popolo calabrese, insegnante Morra, annunziò la prima Preghiera quando altrove la parola non era che un suono indistinto per gridare l’arrivo del temporale. Vorremmo ancora ricordare a Nicola Morra che la ‘ndrangheta ha già dipinto di nero il vestito di troppe Madri; e che a quelle, che con la Madonna condivisero lo strazio per il Figlio morto, non restano che i grani di un Rosario per piangere il loro pianto, implorando il Perdono per i vivi e per i morti, e pregando la Vergine perché lo scempio finisca. Vorremmo dirgli, inoltre, che anche Noi a quel Santo Rosario affidiamo la speranza che la Calabria possa avere più degni e leali uomini a rappresentarla in Parlamento. E io, che sono calabrese, tenendo il Rosario in mano, imploro protezione per le Donne e per gli Uomini dello Stato che affrontano la ‘ndrangheta portatrice di morte e di miseria, mentre Lei, insegnante Morra, già impara un’altra favola da recitare alla prossima intervista. Prego la Madonna, poi, di farci la grazia di sconfiggere non solo la ‘ndrangheta, ma anche l’ignoranza, come la sua, ché di vittime promette di farne altrettante”.

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