Riconosciuto come “cieco assoluto” dall’INPS, ma la Guardia di Finanza scopre che era un falso invalido

Premesso che i provvedimenti adottati in fase investigativa e/o dibattimentale non implicano alcuna
responsabilità dei soggetti sottoposti ad indagini ovvero imputati e che le informazioni sul procedimento penale in corso sono fornite in modo da chiarire la fase in cui il procedimento pende e da assicurare, in ogni caso, il diritto della persona sottoposta ad indagini e dell’imputato a non essere indicati come colpevoli fino a quando la colpevolezza non è stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili: la Tenenza della Guardia di Finanza di Tropea, nel corso di indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, emesso dal Gip del Tribunale di Vibo Valentia, per un ammontare di oltre 109 mila euro, nei confronti di un soggetto cui viene contestato il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.


Le indagini esperite hanno permesso di appurare come l’indagato avrebbe falsamente attestato la propria
condizione di cecità assoluta alla Commissione Medica per l’accertamento dell’invalidità civile del Centro
Medico Legale dell’I.N.P.S. di Vibo Valentia, traendo in inganno i funzionari dell’istituto che lo
dichiaravano “cieco assoluto” e gli riconoscevano, pertanto, la pensione di invalidità civile.
In particolare, dal monitoraggio svolto dalla Guardia di Finanza in un arco temporale esteso, è emerso che il soggetto attenzionato era solito compiere lunghe passeggiate, senza peraltro utilizzare ausili alla deambulazione, usare e osservare lo smartphone, prestare attenzione alle vetture in transito, riconoscendo e salutando i propri concittadini; gli accertamenti hanno addirittura consentito di appurare che l’indagato prestava attività lavorativa “in nero” presso un lido balneare, ove si occupava di sistemare gli ombrelloni ed i lettini e di fornire assistenza ai turisti.
Alla luce di quanto emerso, la polizia giudiziaria ha sottoposto le fotografie ed i filmati oggetto dell’attività di osservazione ai medici componenti della Commissione dell’I.N.P.S. che lo avevano riconosciuto quale “cieco assoluto” e gli stessi hanno confermato l’incompatibilità delle condotte poste in essere con il predetto stato di invalidità.
La truffa aggravata così realizzata ha consentito all’indagato di trarre un ingiusto profitto quantificato in
109.996,54 euro, causando al contempo un danno di rilevante entità all’I.N.P.S.

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