Revocato l’obbligo di dimora ad Oliverio

Torna in piena libertà il presidente della Giunta regionale Mario Oliverio. La richiesta dei legali Vincenzo Belvedere e Armando Veneto è stata infatti accolta e l’obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore è stato annullato senza rinvio dalla Corte di Cassazione.

Oliverio figurava fra i soggetti coinvolti nell’inchiesta “Lande desolate” che aveva portato all’adozione di misure cautelari per 16 persone.
Il provvedimento era stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro, Pietro Carè, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro diretta dal Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, con i sostituti procuratori Alessandro Prontera e Camillo Falvo, coordinati dai procuratori aggiunti Vincenzo Luberto e Vincenzo Capomolla. Le attività investigative, condotte con l’ausilio di articolate indagini tecniche e rilevamenti aerofotografici, miravano a ricostruire e riscontrare documentalmente, quelle che, a giudizio degli inquirenti, sarebbero state “plurime violazioni e irregolarità nella gestione e conduzione degli appalti per l’ammodernamento dell’aviosuperficie di Scalea e degli impianti sciistici di Lorica, nonché nella successiva fase di erogazione di finanziamenti pubblici”.
Il governatore, che aveva partecipato all’ultima seduta del Consiglio regionale, torna dunque in pista e punta ad una ricandidatura alle prossime elezioni regionali.

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