“Il 12 maggio – afferma Enzo Vitale, presidente della Fondazione ‘Mediterranea’ – si dovrebbe chiudere la Conferenza dei Servizi che dovrà decidere sulla demolizione dell’impianto storico di piazza De Nava. Di seguito le associazioni e i professionisti che si sono pubblicamente espressi nel merito e gli evidenziati conflitti di interesse, non giuridici ma etici.
Contrarie: FAI, presidente Rocco Vittorio Gangemi; Legambiente (comunicato non firmato); Fondazione Mediterranea, presidente Vincenzo Vitale; Associazione Amici del Museo, presidente Franco Arillotta; Soroptimist, presidente Francesca Crea Borruto; Fidapa Reggio Calabria, presidente Wanda Albanese De Leo; Coordinamento associazione di Club Service, presidente Massimo Serranò; Comitato Interdistrettuale Lions, presidente Ettore Tigani; Associazione Anassilaos, presidente Stefano Iorfida; Laboratorio politico Patto Civico (comunicato non firmato); Associazione Le Muse, presidente Giuseppe Livoti; Associazione ’50 e più’, presidente De Carlo; Associazione Commercianti, presidente Grillone; Coordinamento Nazionale Artigiani, presidente Gianni Laganà; professor Giuseppe Cantarella, Deputazione di Storia Patria; professor Pasquale Amato, Università di Messina; dottor Antonino Minicuci, leader opposizione a Palazzo san Giorgio; onorevole Natino Aloi, storico reggino; professor Antonino Monorchio, presidente Consiglio d’Amministrazione dell’Università per Stranieri ‘Dante Alighieri’.
A questi vanno aggiunti una serie di associazioni e di personalità del mondo della politica e della cultura che, pur non condividendo affatto il progetto, hanno ritenuto di non schierarsi pubblicamente per non smuovere equilibri a loro svantaggio.
Favorevoli: Laboratorio politico Reggio Bene Comune, associazione professionale Diagonal, TCI, (comunicati non firmati), professoressa Marisa Cagliostro, professor Daniele Castrizio.
Delle contrarie, la Fondazione Mediterranea ha condiviso parzialmente alcune linee ispiratrici del progetto (apertura all’esterno del Museo, pedonalizzazione dell’area e raccordo con il Monumento Alvaro) bocciandone comunque la realizzazione, che prevede la completa demolizione dell’esistente, e suggerendo alcune modifiche progettuali che metterebbero tutti d’accordo. Una posizione più decisa, di motivato e circostanziato rigetto o di acritica e supina accettazione, hanno assunto gli altri.
“La quasi totalità di quelli che non hanno pubblicamente espresso la loro opinione, pur con varie sfumature, è – sintetizza Vitale – sostanzialmente contraria al progetto”.
CONFLITTI DI INTERESSE EVIDENZIATI TRA I SOSTENITORI, NELL’ACCEZIONE ETICA DEL TERMINE E NON IN QUELLA GIURIDICA. Alcuni di questi conflitti, in modo speculare, sono presenti anche tra chi si oppone al progetto.
Il TCI, che ha sempre assunto posizioni generalmente in linea con il FAI e Legambiente, stavolta si dissocia e appoggia la linea demolitiva della piazza. Vi è relazione con la nomina del responsabile locale TCI a presidente della Commissione Toponomastica? Probabilmente no, ma sarebbe stato quantomeno elegante dichiararlo.
La prof.ssa Cagliostro, i cui rapporti con il Dipartimento PAU dell’Università Mediterranea sono chiari, non dovrebbe esprimersi sull’argomento se è vero, come afferma la progettista arch. Vitetta, che per la redazione del progetto ci si è avvalsi della collaborazione con il PAU.
L’Associazione politica Reggio Bene Comune, in quanto tale, è in odore di essere molto poco oggettiva (lo stesso specularmente dicasi per chi, contrario al progetto, ha interessi politico-partitici).
L’associazione professionale Diagonal si dice sia vicina agli ambienti del Mibact e in rapporti di consulenza con il Comune”. “Sarebbe stato elegante – conclude il presidente della Fondazione ‘Mediterranea’ che non avesse espresso il suo pur legittimo parere”.