Restauro e riqualificazione dell’area di piazza De Nava: le considerazioni di Marisa Cagliostro

*di Marisa Cagliostro – E’ diventato oggetto di discussione, e non di informazione corretta, sulla stampa, il progetto di
riqualificazione di una importante area di accesso nord al centro storico della città di Reggio Calabria con l’intento di
integrare il Museo nazionale archeologico di Marcello Piacentini ed il contesto della Piazza de
Nava.


Il Palazzo dell’Ente Edilizio di Camillo Autore prospiciente il Museo, l’isolato liberty di case per
impiegati dell’ingegner Pietro de Nava, il monumento a Giuseppe de Nava dello scultore Luigi Jerace, la
piazzetta Alvaro, la viabilità che si apre verso tutte le direzioni, tutti elementi di prim’ordine nella
struttura urbana della città che sino ad oggi hanno vissuto di vita propria.
Finalmente, dopo le battaglie vinte anni fa da tante Associazioni culturali e cittadini, grazie al
ministro Bray, contro un progetto veramente, quello, stravolgente e destinato a restare un’opera
incompiuta, questa proposta progettuale, arrivata finalmente alla fase conclusiva restituisce il
giusto equilibrio e raccordo tra le parti, direi quasi un’armonia degna della città ”bella e gentile”
ricostruita con l’apporto di professionalità di alto livello locali e nazionali, all’indomani del sisma
del 1908. Sui dettagli, possono ancora essere dati suggerimenti, ma con spirito costruttivo!
Con i dovuti adeguamenti verso una giusta modernità, grazie a risorse rinvenienti
(programmazione 2007/2013, annualità 2017) del Ministero dei beni culturali e attraverso il
Segretariato regionale per la Calabria, è stato possibile offrire alla città il progetto di cui è RUP (Responsabile Unico del Procedimento) l’architetto Roberta Filocamo e progettista l’architetto Pina Vitetta con la collaborazione dei Dipartimenti di Storia e Agraria della Mediterranea.
Non vi è dubbio che alla base delle scelte dei progettisti vi sia un quadro di elementi conoscitivi sia
storici che architettonici e urbanistici approfonditi e direi minuziosi nell’analisi dell’esistente, del
suo divenire dopo il Piano De Nava del 1911 e dello stato di fatto.
Confido, quindi, che, per evitare inutili perdite di tempo, chi possiede “scienza e coscienza” adatte a
disquisire delle cose di questa città rassicuri i cittadini sulla importante operazione di
riqualificazione urbana, contribuendo a sgomberare il campo da facili e fuorvianti critiche
Facciamo in modo che la città prosegua nella sua opera di modernizzazione e funzionalità per una
migliore vivibilità quotidiana, per i cittadini e per i turisti che torneranno a risiedervi, in continuità
con le grandi opere del Waterfront e con nuovi grandi progetti che colgano le opportunità dei fondi
europei del Next Generation EU.

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