Regione, schiaffi di Articolo 1 al centrosinistra: “Progetto sacrificato sull’altare degli egoistici interessi dei professionisti del trasformismo”

"Il confronto non può più essere rinviato"

“Confidavamo molto – affermano i componenti catanzaresi di Articolo 1 – nel Consiglio Regionale di ieri e nell’approvazione della tanto attesa legge sulla parità di genere.


Un atto ‘dovuto’ non solo perché imposto dai provvedimenti nazionali in materia ( L. 165/2004 e L. 20/2016 ), ma soprattutto perché espressione di un sentimento comune che vuole abbattere ogni barriera che si frappone alla piena ed integrale partecipazione delle donne alle scelte politiche del Paese.
Bene ha fatto il nostro rappresentante in Consiglio, Arturo Bova, che, rispondendo ad una provocazione proveniente dai banchi dell’opposizione, ha sottolineato il suo essere di sinistra e la sua militanza in Articolo Uno e di quanto avrebbe voluto sentire intonare le note di ‘Bella Ciao’, canto popolare che non è solo un inno di lotta al nazi-fascismo, ma rappresenta anche un inno alle tante battaglie e conquiste per l’emancipazione delle donne e al loro straordinario contributo nella crescita dell’umanità intera”.
“Ma non possiamo non condividere in pieno – sostengono i membri di Articolo 1 – le perplessità e le vibrate proteste del nostro rappresentante allorquando evidenzia l’incapacità della stessa maggioranza di raggiungere il quorum necessario per introdurre nel sistema elettorale calabrese un principio di civiltà che vuole le donne come protagoniste e partecipi effettive alla scelte politiche del Paese.
Una maggioranza che ormai è tale solo sulla carta e che vede alcune tra le figure che nei primi anni di legislatura, e tutt’oggi, hanno ricoperto posti apicali in Giunta e nel Consiglio Regionale, transitare nelle file del centro destra.
Certo, resta assai difficile il nostro compito di ricostruire un centro sinistra vicino alla gente comune e prodigo di impegno nella risoluzione delle ataviche problematiche che attanagliano la nostra terra, di fronte al trasformismo di carriera di chi la politica è chiamata a rappresentarla nelle istituzioni.
Il confronto sobrio e senza infingimenti tra la maggioranza di governo regionale e le forze politiche che la sorreggono, non può essere più rinviato.
L’ultimo semestre di legislatura deve essere caratterizzato da uno scatto d’orgoglio che vincoli i consiglieri di maggioranza su una piattaforma ben definita e di concreta attuazione, capace di ridare linfa vitale e credibilità ad un progetto che ha perso quasi interamente lo smalto che lo caratterizzava nei propositi primordiali e nei primi passi di governo”.
“E’ questo l’unico viatico ancora possibile – secondo Articolo 1 Catanzaro — per cercare di ridare orgoglio al nostro essere di sinistra e per confermare la nostra condivisione ad un progetto troppe volte sacrificato sull’altare degli egoistici interessi dei professionisti del trasformismo.
Saremo a fianco dell’onorevole Arturo Bova non solo nelle appassionate e qualificate battaglie di legalità che sta conducendo in qualità di presidente della Commisisione Regionale Anti’ndrangheta, ma anche e soprattutto nella sua veste di portavoce degli ideali e dei valori in cui si riconoscono le donne e gli uomini di Sinistra”.

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