Regionali, Santelli presentata in un tripudio di folla (indifferente alla diserzione della Lega)

L'esordio della Santelli è sembrato incisivo, capace di entusiasmare l'uditorio, superiore alle aspettative

Nulla da eccepire: la convention in pieno stile “stelle e strisce” messa su dal centrodestra stamane a Reggio Calabria è riuscita alla perfezione. Auditorium intitolato, nel Palazzo del Consiglio regionale, a Nicola Calipari tracimante folla ed entusiasmo, bandiere al vento in direzione di una vittoria che già oggi, a tre settimane dalla data delle elezioni, si profila come certa e molto robusta nel gap con gli avversari.

Dal punto di vista dell’immagine, dunque, un colpo d’occhio che farebbe impallidire chiunque, con un Francesco Cannizzaro sugli scudi che, ancora una volta, ha dimostrato innegabili capacità organizzative e di trascinamento. A fronte di uno scenario che si delinea il più roseo possibile per la compagine approntata per prendere le redini della Calabria, suonano stonate un paio di note, una dal sapore culturale, l’altra di natura squisitamente politica. Della prima si è reso autore il consigliere comunale Massimo Ripepi che, prigioniero dell’ottuso slogan “Prima Reggio”, da lui rivendicato con ingiustificato orgoglio, vista l’occasione, ha costretto Jole Santelli, candidata del centrodestra alla presidenza a scuotere visibilmente la testa quando le ha attribuito la volontà di privilegiare, ovviamente in quanto cosentina, gli interessi della città bruzia. Una gaffe a tutti gli effetti, tenuto conto che le parole dell’esponente di Fratelli d’Italia sono state pronunciate nel corso di un evento di presentazione della squadra che andrà a governare l’intera regione. Se i calabresi non prenderanno contezza che il campanilismo vittimistico è stato il killer più feroce di qualsiasi prospettiva di sviluppo non potranno far altro che assistere di qui a poco alla loro definitiva morte civile. Avere consapevolezza che ci si trova sulla stessa malmessa barca è la sola arma rimasta a chi ancora si ostina a rimanere in questa terra da cui, come è stato ricordato anche da qualcuno dei presenti al banco della presidenza, non è ineluttabile andare via. Officiante Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati, l’esordio della Santelli è sembrato incisivo, capace di entusiasmare l’uditorio, superiore alle aspettative. La deputata berlusconiana appare, infatti, già calata nel ruolo, sicura e determinata e, allo stesso tempo, disposta all’ascolto ed a dare le direttive ad un gruppo variegato nel quale, e qui arriviamo alla seconda nota stonata, ha brillato per la sua clamorosamente ingiustificata assenza, la Lega. Un atteggiamento inconcepibile che mal si concilia con l’atmosfera festosa dominante all’interno dell’Auditorium Calipari. La brillante performance di Emiliano Imbalzano, Coordinatore delle truppe salviniane a Reggio Calabria, ha messo una pezza che la supponente arroganza del partito non merita. Se il Commissario regionale Christian Invernizzi è ancora nel pieno esercizio delle sue funzioni, circostanza sulla quale è lecito avanzare più di un dubbio vista la discutibile composizione delle liste, è il momento che batta un colpo e dia una spiegazione plausibile, e possibilmente veritiera, dei motivi che lo hanno indotto a tenere lontani dall’appuntamento organizzato per presentare i candidati del centrodestra della Circoscrizione di Reggio Calabria. Lo deve ai calabresi che, come ripetutamente sostenuto dagli intervenuti, sono consapevoli del fatto che senza dignità collettiva ogni sforzo risulterà vano. Farebbero bene a memorizzarlo i candidati leghisti che hanno preferito assoggettarsi alle direttive di un deputato bergamasco, invece di presentarsi con orgoglio al loro popolo, come hanno fatto i colleghi di tutti gli altri partiti. I leader locali del centrodestra hanno più volte battuto il tasto sulla ritrovata unità che, certo, non sarà messa in discussione dalle immani debolezze strutturali di una parte politica ancora troppo acerba e triturata da penosi personalismi che niente hanno a che vedere con una sia pur flebile parvenza di strategia. Troppe cominciano ad essere le lamentele relative alla Lega in Calabria, anche da parte di chi vi era avvicinato con interesse e passione, troppi i buchi neri in cui stanno cadendo le speranze di coloro che, forse con un eccesso di ingenuità, avevano creduto a Matteo Salvini ed alle sue promesse di cambiamento: basta scorrere i nomi che campeggiano sulle liste nelle tre circoscrizioni per avere compiuta evidenza dell’inganno perpetrato.

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