Regionali. Rubbettino getta la spugna, per il centrosinistra scende in campo l’imprenditore Maurizio Talarico

Come volevasi dimostrare: trovare qualche esponente della società civile che si immoli sull’altare del Partito Democratico calabrese non sarebbe stato uno sforzo irrilevante.

Florindo Rubbettino, editore di Soveria Mannelli, ha salutato la compagnia fotografando la situazione caotica del centrosinistra che, al netto del secco rifiuto opposto all’uscente Mario Oliverio, è alla deriva. Ora si vede costretto ad affidare le sue speranze su un altro imprenditore, Maurizio Talarico, produttore di cravatte sartoriali che dice di aver cambiato idea rispetto ad un paio di giorni addietro ed oggi annuncia di essere pronto al sacrificio: “Ero stato spronato, onorato dal PD nella persona di Zingaretti, a mettermi al servizio e avevo detto di no esclusivamente per motivi aziendali. Ma di fronte all’indisponibilità anche di Rubbettino, sento il dovere morale e civile di ripensarci e di mettermi al servizio della mia terra. Non la voglio regalare a forze che nel passato l’hanno calpestata e vilipesa, né la voglio consegnare a nuovi barbari. Chiamo tutte le forze migliori – è il suo accorato, o forse disperato, appello, ad unirsi in un’alleanza civica . E chiedo alle forze politiche che ora governano il Paese di sostenere non me, Maurizio Talarico, ma il bisogno di rinnovamento, onestà, trasparenza legalità e buon governo che voglio rappresentare”. Parole che arrivano a seguito della rinuncia secca di Rubbettino che, vista la malaparata, ha ritenuto opportuno gettare la spugna: “Ringrazio le tantissime persone che mi hanno incoraggiato a candidarmi alla presidenza della Regione Calabria. Purtroppo ho potuto constatare che non ci sono le condizioni nel quadro politico calabrese. Il campo del centro sinistra è molto più diviso di quello che mi sarei aspettato. Da quanto si legge già dai primi segni sarei stato coinvolto in una lotta dilaniante”.
“Ho colto soprattutto nei messaggi dei più giovani – ha affermato – quell’energia viva che potrebbe davvero cambiare questa terra. E in quelli di tante madri e padri la preoccupazione e talvolta la disperazione per le prospettive che potrebbero attendere i propri figli. Per questo ho interrogato a lungo la mia coscienza di uomo, di padre e di calabrese. Riconciliare la Calabria, ridarle speranza nelle proprie infinite possibilità economiche, mettere assieme le differenze culturali del territorio per farne una grande ricchezza di tutti sarebbe stato il mio sogno e per questo sogno e per tutte quelle persone che me lo hanno chiesto avrei accettato la sfida e il sacrificio che questo avrebbe comportato. Purtroppo ho potuto constatare che non ci sono le condizioni nel quadro politico calabrese per fare tutto ciò. Da quanto si legge già dai primi segni sarei stato coinvolto in una lotta dilaniante in cui non si vede volontà di ragionare superando le divisioni tra partiti e all’interno degli stessi partiti, in cui non si sa nemmeno distinguere l’impegno civico per servire la propria piccola comunità, quella più prossima dove crescono i propri figli, dalle logiche di fazione. Ringrazio i cittadini, il segretario del PD Nicola Zingaretti e le altre forze politiche che mi hanno onorato del loro apprezzamento. Continuerò a servire questa terra con il mio lavoro, con l’impegno imprenditoriale ed editoriale attraverso il quale ho sempre provato a generare un forte sprone al cambiamento”. “Farò tesoro di questo immenso capitale di apprezzamento e simpatia che mi è arrivato dai calabresi e non smetterò mai di impegnarmi – assicura in conclusione l’editore – per la valorizzazione di questa terra e per stimolare idee e progetti di futuro dialogando sempre con le tantissime persone che hanno a cuore questa regione”.

Contenuti correlati