Regionali e Comunali, avviso alla popolazione: il centrodestra non sa che pesci pigliare

Nemmeno un refolo di vento creativo all'orizzonte

Ci mancava solo il caos romano generato dalla crisi di governo detonata per espressa volontà di Matteo Salvini: è stata questa l’ultima doccia ghiacciata che ha raffreddato quelle pochissime mezze idee coltivate dal centrodestra in vista delle elezioni in Calabria ed a Reggio.

L’opinione pubblica abbandoni, a tal proposito, ogni genere di illusioni e si risparmi la fatica di coltivare pensieri improntati all’ottimismo: non c’è nessun silenzio strategico, nessun attendismo tattico, semplicemente il centrodestra, in estrema sintesi, non sa che pesci pigliare. A decidere non saranno i rapporti di forza tra i diversi partiti che comporranno, verosimilmente, la coalizione, perché essi sono stati sostituiti da rapporti di debolezza in cui alla fine prevarranno candidature di compromesso capaci di non scontentare nessuno dei contraenti. In tutt’altre faccende affaccendati, deputati e consiglieri regionali, hanno ricacciato, già da tempo per la verità, le questioni in oggetto in fondo alle priorità. Per paura, per mancanza di figure politiche all’altezza, per arroganza e pavidità malamente miscelate, il centrodestra, in gran parte delle sue componenti, ritiene, ciononostante, di poter sfruttare l’onda lunga del malcontento cristallizzatosi attorno all'(in)azione di Oliverio e Falcomatà e stravincere in scioltezza le rispettive competizioni. Un errore di valutazione comune ai tanti (non tutti) in preda ad un delirio di onnipotenza che rischia di fare danni incalcolabili. Solo gli ingenui, infatti, disconoscono l’importanza di una intelligente ed attenta compilazione delle liste in appuntamenti simili ed il ritardo abnorme con cui si sta arrivando alle scelte decisive non fa altro che ingrossare il disincanto di elettori e potenziali eletti. Molti tra questi ultimi, non sono più disposti ad accettare ulteriori dilazioni e, come si suol dire, “ragionano” con chi è già in campo, nella fattispecie con presidente della Regione e sindaco uscenti. Giorni, settimane e mesi trascorrono inutilmente ma inesorabili, incontrando ostacoli sempre più alti: Forza Italia è un lontano ricordo nella mente di qualche ammirevole nostalgico; Fratelli d’Italia è ancora al tappeto dopo l’arresto del suo uomo più rappresentativo, il consigliere regionale Sandro Nicolò; la Lega rimane in attesa di decidere quale assetto organizzativo darsi sul territorio. Nessuno è nelle condizioni di assumere decisioni così rilevanti, nessuno è nelle condizioni non solo di imporre, ma nemmeno di proporre alcunché, altro che “Prima pensiamo al programma, poi ai nomi”. Specchietti per le allodole che, però, almeno a queste latitudini, hanno smesso di contemplarsi. Nemmeno un refolo di vento creativo all’orizzonte e l’unico, in quell’area, sia pur con una identità ben più marcata, ad essersi mosso per tempo, senza indugiare aspettando direttive dalla Capitale, è Enzo Vacalebre. Partendo dalla sua “Alleanza Calabrese”, la cui lista è ormai prossima ad essere completata in ogni suo elemento, ha messo su, in riva allo Stretto, un cartello composto, per il momento, da altre quattro forze (Fiamma Tricolore, Forza Nuova, Reggio Risorgi e Fronte Nazionale) ed altre sono in procinto di aggiungersi. Una candidatura, quella del fondatore di “Alleanza Calabrese”, nata tra lo scetticismo dei suoi ex compagni di viaggio e che, con lo scorrere della clessidra, ha comunque prodotto un risultato: rendere palesi l’immobilismo, la cedevolezza ed il vuoto di proposta politica del centrodestra. Una coalizione ignara, nella sua bolla di confusa presunzione, che Vacalebre, o chi per lui dall’altra parte o espressione di un civismo autentico e non fasullo, potrà anche valere qualche manciata di voti, ma essendo ormai stata consegnata alla memoria la stagione delle vittorie a mani basse, anche quel mucchio di consensi prodotti dal manipolo di aspiranti consiglieri comunali sotto insegne diverse da quelle “ufficiali” potrà, con tutta probabilità, essere decisivo ai fini del risultato.

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