Regio insospettito dall’affidamento degli incarichi: “Alcuni professionisti esclusi perché lontani da chi detiene il potere”

“Dopo le continue segnalazioni ed un doveroso approfondimento, mi sento di esprimere solidarietà a tutti quei professionisti che si sono rivolti a me, segnalandomi alcune situazioni relative ad incarichi nelle Pubbliche Amministrazioni che, seppur legali, dimostrano come alcuni rappresentanti del popolo ricoprano le cariche per meri interessi personali”. 

Il consigliere comunale di Serra San Bruno, Vito Regio, si fa portavoce di alcune lamentele e formula una pubblica denuncia chiedendo chiarezza. A subire gli effetti di questa situazione sarebbero “professionisti validi che non riescono a prendere incarichi nella P.A., forse perché lontani da chi detiene il potere o perché non dotati di un bacino di voti da ‘vendere’”.

L’esponente di opposizione premette che “fortunatamente, molti Comuni sono muniti di un Albo pretorio online che consente una verifica dell’operato dell’Amministrazione da parte di tutti i cittadini” per poi sottolineare che “nel pieno della legalità e della trasparenza, qualche consigliere comunale della provincia, libero professionista, è stato incaricato (direttamente) da un Comune vicino e, guarda caso, dopo qualche mese, il Comune di appartenenza di questo consigliere ha, a sua volta, sempre in maniera trasparente e diretta, ricambiato l’incarico conferendolo ad un consigliere comunale, libero professionista, del primo Comune incaricante”. Un intreccio che Regio ritiene sospetto aggiungendo che “spulciando a ritroso negli albi pretori, si trova anche qualcosa di più raffinato”.

“Nulla di male – commenta ancora – tutto trasparente, nel pieno della legalità, peccato che la cosa pubblica andrebbe gestita con la diligenza del buon padre di famiglia, senza figli e figliastri. Nel frattempo, nel silenzio e nell’indifferenza delle Istituzioni che dovrebbero vigilare, si continua a lavorare per le competizione che verranno, elargendo incarichi in maniera diretta, non certo per ottenere il miglior risultato, ma per intossicare il mercato dei portatori di voti”.

La conclusione è amara: “Non tutti i professionisti hanno un prezzo, ma certamente, chi è educato e riconoscente non sputa certo nel piatto dove mangia. Questo modus operandi, purtroppo, come tutti sappiamo, è diffuso, perché l’omertà premia e la denuncia uccide chi la fa”.

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