Rebecca Bartone conquista il primo posto nazionale a “Eplibriamoci 2026”: al Senato viene premiata la scuola che educa alla dignità della persona

Di seguito, la nota stampa a cura della professoressa Angela Varì, docente referente per il contrasto al fenomeno del bullismo e cyberbullismo:
Ci sono affermazioni che superano il valore di un premio e diventano simbolo di una visione educativa capace di tracciare un segno profondo nella società. La straordinaria affermazione della giovane Rebecca Bartone, alunna dell’Istituto Comprensivo Acquaro–Soriano Calabro, plesso di Sorianello, appartiene a questa dimensione più alta della scuola: quella che educa alla libertà, all’empatia e alla dignità umana.

Rebecca ha conquistato il primo posto nazionale del concorso letterario “Eplibriamoci 2026 – Non ho paura”, promosso dall’Ente Pro Loco Italiane (EPLI) sui temi del bullismo e del cyberbullismo, distinguendosi tra oltre 1.400 elaborati provenienti da tutta Italia.

La cerimonia conclusiva si è svolta il 7 maggio scorso nella prestigiosa Sala degli Atti Parlamentari “Giovanni Spadolini” del Senato della Repubblica, uno dei luoghi più solenni e simbolici delle istituzioni democratiche italiane, scenario di grandi confronti culturali e civili del Paese.

L’iniziativa, ancora una volta sostenuta dalla senatrice a vita Maria Nocco, madrina del concorso, ha trasformato il Senato della Repubblica in uno spazio di ascolto dedicato alle nuove generazioni, alla cultura del rispetto e alla lotta contro ogni forma di violenza e discriminazione.

A rendere ancora più significativo l’evento è stata la presenza di autorevoli rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale e associativo: la senatrice Susanna Donatella Campione, componente della Commissione Cultura del Senato; il presidente nazionale EPLI Pasquale Ciurleo; il presidente della Commissione del Concorso Giuseppe Esposito; mentre a moderare la cerimonia è stata la giornalista Mariarosaria Rizzuti.

Particolarmente intensa anche la testimonianza della giovanissima Asia Antonietti, presidente dell’associazione “Sogna come facevi da bambina”, che ha condiviso la propria esperienza diretta nella lotta al bullismo e al cyberbullismo, offrendo ai presenti una riflessione autentica sul valore della resilienza e dell’ascolto.

La manifestazione ha dato ampio spazio ai lavori degli studenti finalisti provenienti dalle diverse regioni italiane, accompagnati dai docenti, dai dirigenti scolastici, dai sindaci e dai presidenti delle Pro Loco che hanno sostenuto il progetto nei rispettivi territori, rendendo la cerimonia un momento di partecipazione educativa e civile.

Per la prima volta, inoltre, Eplibriamoci ha ospitato anche i finalisti della sezione “Opera Inedita”, con la proclamazione del vincitore destinato alla pubblicazione sulla rivista nazionale EPLI “InItalia Magazine”. Un’edizione impreziosita anche dal patrocinio morale della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e dell’Ente Promozione Italia, a conferma del valore cultura.

 In questo prestigioso contesto istituzionale, il riconoscimento ottenuto da Rebecca Bartone con l’elaborato “Io e la vitiligine” ha assunto un significato più profondo. Il suo testo, dedicato al tema della diversità percepita e delle ferite invisibili provocate dal bullismo, si è distinto per sensibilità, maturità espressiva e capacità di trasformare la fragilità in un messaggio di dignità, consapevolezza e libertà di essere sé stessi.

Dietro il talento della giovane studentessa emerge invero la visione educativa dell’Istituto Comprensivo Acquaro–Soriano Calabro, guidato dalla dirigente scolastica Maria Francesca Durante, che da tempo porta avanti un modello formativo fondato sui valori dell’inclusione, dell’ascolto e della centralità della persona.

La scuola diretta dalla professoressa Durante ha scelto di fare dell’educazione civica un’esperienza concreta e quotidiana, capace di tradursi in relazioni autentiche, responsabilità condivisa e attenzione verso le fragilità degli studenti. Un percorso educativo che si sviluppa attraverso numerosi progetti dedicati ai temi della legalità, della migrazione, della solidarietà, della lotta alla violenza di genere e della tutela dei diritti umani, trasformando la scuola in un autentico laboratorio di cittadinanza attiva.

In questo orizzonte formativo il merito non viene inteso soltanto come rendimento scolastico, ma come crescita umana, partecipazione, sensibilità civile e capacità di costruire relazioni fondate sul rispetto. Un impegno che si concretizza ogni giorno in attività, concorsi, percorsi educativi e iniziative culturali nelle quali il talento, la creatività e i valori degli studenti vengono riconosciuti, valorizzati e premiati.

In questo contesto la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo non viene vissuta soltanto come adempimento istituzionale, ma come missione educativa. Attraverso progetti di cittadinanza digitale, incontri con esperti, attività formative e reti territoriali, l’istituto promuove una cultura del rispetto fondata sul dialogo, sulla consapevolezza delle parole e sulla tutela della dignità umana.

Una scuola che insegna ai ragazzi che la libertà non coincide con il diritto di giudicare o escludere gli altri, ma con la possibilità di sentirsi accolti senza paura di essere umiliati per la propria unicità.

Significative le parole della professoressa Angela Varì, docente di Lettere di Rebecca e referente d’istituto per il contrasto al bullismo e al cyberbullismo: “Chi conosce Rebecca sa che questa affermazione le appartiene certamente come studentessa, ma ancora prima come persona. Nel suo elaborato non c’è soltanto talento narrativo: c’è sensibilità, autenticità e la capacità di guardare il dolore degli altri con empatia. Ed è questo il traguardo più importante.

Quando la scuola riesce a far comprendere ai ragazzi che ogni persona è unica, irripetibile e libera di essere sé stessa senza paura del giudizio, allora sta costruendo qualcosa di più importante dell’istruzione: sta tracciando la strada della civiltà.

Questo premio ci ricorda che l’empatia è la forma più alta di intelligenza umana, perché solo imparando a sentire l’altro come parte di noi possiamo costruire una società davvero inclusiva, giusta e capace di umanità”.

La vittoria nazionale di Rebecca Bartone assume un valore che supera il prestigio del riconoscimento ottenuto al Senato della Repubblica. Rappresenta il volto di una scuola che educa alla gentilezza come forma di civiltà. Di una scuola che insegna il rispetto delle differenze come fondamento della libertà.

Di una scuola che accompagna i giovani verso la conquista più importante: il diritto di essere sé stessi “senza paura”, appunto.

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