Questione debito, La Strada e Pazzano si tolgono i sassolini dalle scarpe: “Il ministro ha smentito Falcomatà”

"Una parte politica ha inteso utilizzare questa vicenda a fini meramente propagandistici"

“Basterebbe rileggere quanto affermato ad Agosto (https://ilmeridio.it/questione-debito-pazzano-la-strada-incredulo-un-sindaco-uscente-non-puo-spingersi-cosi-in-basso-in-campagna-elettorale/) all’indomani del cosiddetto ‘Decreto Agosto’ per accorgersi subito che ciò che è stato detto, proprio in queste ore, dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri è esattamente quanto avevamo detto già noi proprio ad Agosto”. La Strada e Saverio Pazzano si tolgono i sassolini dalle scarpe ripensando all’enfasi, ingiustificata, che aveva segnato l’annuncio del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, in merito ad una presunta cancellazione del debito. “Nel mentre, però, è passato oltre un mese in cui – rimarcano il candidato sindaco ed i rappresentanti de La Strada – una parte politica ha inteso utilizzare questa vicenda a fini meramente propagandistici, raccontando la favola illusoria che a Reggio il debito sia stato cancellato
Quello che Gualtieri dice non è altro che la conferma di quanto noi avevamo detto!

  1. I milioni che il Decreto destina a Reggio, appunto, non sono 200 (come ci raccontavano ad Agosto) bensì 140, perché la misura è rivolta anche ad altri Enti che hanno adottato un Piano di riequilibrio. E comunque ogni intervento dovrà passare dalla Conferenza Stato-Regioni;
  2. I 140 milioni serviranno a pagare una parte del debito di Reggio Calabria non certo a ‘cancellarlo’ come qualcuno invece vorrebbe sostenere con un artificio di parole ingiusto e menzognero ai danni dei reggini. Un debito che paghi non è un debito cancellato perché ingiusto, è un debito pagato, appunto, per giunta parzialmente, perché evidentemente considerato esigibile. Solo i Comuni italiani in predissesto che hanno attivato un audit pubblico hanno depennato totalmente alcune voci debitorie e hanno detto allo Stato: noi questo debito non lo paghiamo. È il caso di Napoli, per esempio, che da anni, conduce una battaglia serrata nel tentativo di uscire dalla propria condizione debitoria. Quello che l’Amministrazione napoletana sostiene è che vi siano intere voci debitorie non imputabili ai cittadini, trattandosi di debiti maturati durante stagioni commissariali, quando al comando dell’Ente era dunque lo Stato.
  3. I reggini non vedranno gli effetti di nemmeno un euro di questi 140 milioni, non un euro per fare un asilo, non un euro per asfaltare una strada, non un euro per mettere una panchina. Sono soldi che andranno indistintamente nelle bocche dei creditori: quali creditori? Non sarà possibile entrare nel merito. Qualsiasi creditore, anche le società miste sciolte per mafia? E qui sentiamo a questo punto la necessità di chiedere: chi sono i creditori di Reggio? Vogliamo nomi e cognomi di tutti, entrare nel merito di ogni voce e ogni rapporto e verificare realmente se piuttosto non siano debitori prima che creditori.
  4. Ci resta da pagare tutto il resto. E tutto il resto in fondo non sappiamo neppure a quanto ammonta di preciso perché, in 6 anni, l’Amministrazione uscente non ha mai voluto attivare alcuna procedura di trasparenza per individuare le responsabilità pregresse ovvero compiere un audit pubblico sul debito. Cosa che invece noi ci impegniamo a fare nei primi 100 giorni di mandato, perché ora non è solo il tempo del coraggio, è anche il tempo della verità”.

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