Quali settori sono cresciuti di più in Italia dopo il Covid-19?

Il Coronavirus ha avuto il suo grosso impatto sul mondo dell’economia, soprattutto in Europa, dove dalla crisi del 2008 si erano registrati anni continui di crescita, bloccatisi proprio nel 2020. Ma ha anche incentivato, il virus, la fuoriuscita di nuove tendenze che alla fine sono riuscite ad affermarsi. Nonostante la crisi sia ormai sotto gli occhi di tutti, ci sono dei settori che non hanno subito alcuna penalizzazione ed altri che anzi, hanno finanche giovato di questo nuovo nemico invisibile da battere. Quali sono? 

Si è parlato, soprattutto nel pacchetto del Recovery Fund, di digitalizzazione. E a buona ragione, se si guardano i dati. Gli Stati sono stati incentivati e l’Italia non è stata da meno, mantenendosi fedele alla linea dettata dall’Unione Europea. 

Il digital marketing ha definitivamente preso piede, per esempio, alla pari dei nuovi guru del web e dei social: i creatori di contenuti digitali e interattivi, i social media manager oggi ricercati in ogni realtà aziendale, grande o piccola. In aumento anche il settore del supporto clienti, reso necessario dall’azzeramento dei contatti fisici.

Nel mese di dicembre l’allora governo Conte ha lanciato il Bonus Cashback, una misura per incentivare i pagamenti digitali nel periodo natalizio, comprendente un rimborso pari al 10% su un totale di 1500 euro spesi in regali natalizi. Un incentivo utilizzato in altri settori operanti in Italia, come quello dei casinò online italiani, in cui il bonus cashback è uno dei maggiori e migliori incentivi per gli utenti. In questa fase il settore digitale del gambling ha mantenuto delle ottime prestazioni a livello di raccolta e fatturato, grazie anche all’implementazione da parte dei grandi brand di queste tipologie di bonus, a differenza della crisi che ha penalizzato il settore fisico.

Notizie positive emergono anche da altri settori, secondo i dati resi pubblici da Avvenire. Ad esempio, l’istruzione ha visto il pensionamento di buona parte del personale, in particolare soggetti fragili, che ha scelto di fare un passo indietro in una situazione di incertezza chiusa, molto spesso, con la morte. Nel settore dell’istruzione le assunzioni sono aumentate del 93% nell’ultimo anno, dal momento che la nuova sfida della didattica a distanza ha richiesto un necessario svecchiamento per rintracciare, nei soggetti più giovani, nuove competenze, in particolare digitali e legate al corretto utilizzo dei canali informativi. 

Subito dopo si trova un altro settore storicamente bistrattato nel Belpaese: quello medico. Nel corso del 2020 è aumentato per più del 70% il numero di neoassunti laureati in medicina, con un’età media di ventotto anni. Quasi una vittoria per il Paese che ha dovuto, più di tutti, fronteggiare la prima violentissima ondata del Covid-19. 

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