Qualcuno informi (con tatto) il centrodestra che Falcomatà ha varato la nuova Giunta

Tutte le speranze sono riposte in Angela Marcianò e Saverio Pazzano

Si è espressa Angela Marcianò, dettasi basita per l’assenza di competenze e lungimiranza insita nella scelta degli assessori presentati sabato mattina da Giuseppe Falcomatà; ha manifestato il proprio disappunto Saverio Pazzano che, icasticamente, ha fotografato la Giunta sotto la luce sfocata della continuità assoluta con un passato pieno di ombre; ironia pungente è stata spruzzata da Klaus Davi, il quale, senza peli sulla lingua, ha tirato fuori dallo sgabuzzino buio della finzione i nomi di Sebi Romeo e Nino De Gaetano. Insomma, tutti i principali candidati a sindaco che hanno sfidato Giuseppe Falcomatà nelle elezioni comunali celebrate tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre hanno emesso con tempestività la sentenza sulla nuova Giunta comunale varata dal rieletto Primo Cittadino. Tutti, tranne uno, tutti tranne il frontman del centrodestra e, più in generale, tutti, tranne la coalizione che porta tutta sulle proprie spalle la colpa capitale di essere scarsa a tal punto da essere stata presa a schiaffi dal sindaco meno amato della storia di Reggio Calabria. Una responsabilità gravissima che si è rivelata la sola carrozza attraverso cui Falcomatà ha potuto riguadagnare la via verso Palazzo San Giorgio. Questa è storia nota, ma il silenzio di queste ore rafforza l’idea che anche durante questa consiliatura, come nel corso di quella precedente, dai banchi del centrodestra non sarà mosso un dito per mettere all’angolo l’Esecutivo. Saranno in viaggio tra Melito Porto Salvo, Massa, Genova e Santo Stefano in Aspromonte e questo li avrà distratti impedendo loro di essere informati oppure, altra ipotesi, sono rimasti soddisfatti dalle scelte effettuate e, quindi, non hanno motivo di muovere alcun appunto. D’altra parte, meglio una tranquilla navigazione a radar spenti così da non disturbare il manovratore e facilitarsi la vita al contrario di quei reggini angustiati da un’Amministrazione troppe volte insufficiente. Evidentemente a loro va bene così, va bene il mantenimento dello status quo: altrimenti, del resto, non avrebbero fatto di tutto, ma proprio di tutto, per perdere una competizione fino a qualche mese fa senza storia. La differenza, enorme, con i sei anni trascorsi in assenza di un argine robusto è che nell’aula Pietro Battaglia sono entrati, appunto, Marcianò e Pazzano. Entrambi hanno dimostrato, già da queste prime battute, che ad essi si dovranno appellare quei cittadini esausti, la netta maggioranza della popolazione, ansiosi di canalizzare le speranze di riscatto andate in frantumi con il voto. Nessuno perda tempo tentando di scuotere dal sonno i rappresentanti del centrodestra: sarebbe fiato sprecato, come lo è stato finora: sarebbe un impegno vano, come lo è stato finora. Molto più utile riporre fiducia nella fibra di Angela Marcianò e del suo gruppo (Legge Severino o meno) e nello spirito risoluto di Saverio Pazzano e della sua schiera.

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