Progetto “Sud, Polo Magnetico”: strategie per frenare l’emigrazione

Il Piano Juncker per gli investimenti strategici (FEIS) è uno dei progetti simbolo del governo di Bruxelles, operativo dal luglio 2015, che ha inteso accrescere la competitività, consolidando capacità produttiva e infrastrutturale al fine di migliorare il contesto per gli investimenti e quindi quello occupazionale.

È in quest’ottica e grazie alla Finanziaria 2019 che nasce il progetto “Sud, Polo Magnetico” promosso dal Gruppo Cestari attraverso “Finance & Planning”, una società del gruppo che si occupa di consulenza specializzata nei finanziamenti italiani, europei ed internazionali. Misure e piani di sviluppo che mobilitano investimenti privati in settori a rischio mediante una garanzia dell’UE di 16 miliardi di euro, integrata da una dotazione di 5 miliardi di euro del capitale proprio della Banca Europea per gli investimenti (BEI) e che mira a sbloccare ulteriori investimenti fino a 500mld EUR per il 2020, queste le basi per offrire soprattutto al Mezzogiorno d’Italia una grande opportunità di sviluppo economica e sociale e che oggi è elemento imprescindibile per la sopravvivenza stessa di alcune realtà territoriali. “Se un territorio si spoglia delle sue energie più giovani e produttive, e la migrazione Sud-Nord riguarderà nei prossimi decenni 14 milioni di persone – afferma il presidente Alfredo Carmine Cestari – è destinato a deperire”. Partendo, quindi, dall’attuale situazione del Sud “afflitto da bassa crescita economica, declino demografico, forte emigrazione, soprattutto da parte dei giovani e clima d’incertezza poco favorevole agli investimenti”, Cestari ha presentato, nei vari incontri che lo vedono impegnato in diversi territori del mezzogiorno, la strategia del progetto pilota. Due appuntamenti in Calabria, a Rende il 25 marzo, alle 17:30, presso Hotel Majorana e martedì 26, alle 16.30, ospiti dell’Aula Magna della Camera di Commercio di Crotone. Cinque le aree di intervento: agricoltura, Pmi, energia, infrastrutture, turismo. E su questo ultimo punto che s’incentra soprattutto la proposta, seguendo quelle che sono le indicazioni sia della Comunità Europea, sia del Mibact e che già alcune regioni come la Calabria hanno intercettato, che vedono protagonista in una riqualifica dei territori la valorizzazione e la rigenerazione urbana dei borghi, che parte dalla qualità di vita dei residenti, interessa un’offerta maggiore dei servizi e quindi si rivolge a quel mercato del turismo sempre più esigente e di nicchia. “In 5 anni – evidenzia il presidente – si può prevedere un arrivo di nuovi turisti tra i 100 mila e 1 milione di presenze che, con un soggiorno di 3-7 giorni e una spesa media di 300 euro a persona, porteranno un volume d’affari potenziale tra i 30 milioni di euro fino a 300 milioni di euro. Queste cifre, non sono solo legate al settore turistico, ma in generale a tutto l’indotto economico del territorio”. Il Progetto “Sud, Polo Magnetico” partendo quindi dalla rinascita dei borghi mira a: contenere i flussi in uscita; valorizzare i territori; incentivare i flussi in incoming; incrementare i flussi turistici; attirare over 60 dal nord Europa; attrarre l’imprenditoria giovanile; creare opportunità di visibilità verso i “nuovi ricchi” dall’Africa, dall’Asia e dall’America Latina; diminuzione della disoccupazione grazie all’indotto creato dal progetto (disoccupazione previsionale post-investimento: 6%). D’obbligo il passaggio alle agevolazioni previste dalla Finanziaria 2019 quali la Flat Tax al 7% per i pensionati che prendono residenza nei borghi del Mezzogiorno; della presenza di una Zona Economica Speciale (ZES) presso le aree di aree selezionate per il progetto in modo da favorire la presenza di imprese e gli investimenti.

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