“Lasciano di stucco – sostengono i componenti del Circolo ‘Reggio Sette Punto Zero” – le dichiarazioni di Falcomatà rilasciate a caldo dopo la seconda condanna che inchioda le responsabilità penali sue e della sua giunta sul muro della politica reggina.
Reggio Sette Punto Zero si guarda bene dal commentare le sentenze e dal confondere le due strade, stante la propria posizione di rispetto per le istituzioni ed il principio di garanzia della separazione dei poteri dello Stato e del primato della politica. Per adesso e nelle more di una pronuncia definitiva, l’unica condanna che ci interessa è quella che ha ridotto i reggini ad un livello di qualità della vita mai così infimo e avvilente.
Ma le parole del Sindaco ereditario sospeso si connotano per un egoismo politico vergognoso, chiara e manifesta conferma della assoluta assenza di principi istituzionali a sorreggerle.
‘La città dovrà resistere’? La città non ne può più!
Ed in effetti continua a resistere pur in balia di una vera calamità naturale, anzi artificiale, fatta piombare sulla testa dei cittadini dalla più incapace attività amministrativa e gestionale della cosa pubblica che si sia mai vista a queste latitudini”.
“Vero spirito di rispetto verso la sua città, tenuta in ostaggio, Falcomatà potrebbe dimostrarlo – a giudizio dei militanti del Circolo – presentando immediatamente (e seppur tardivamente) irrevocabili dimissioni per evidente inadeguatezza. Reggio non può essere costretta a subire ancora.
Per questi motivi le affermazioni di Falcomatà suonano alle esasperate orecchie dei reggini, quasi come una minaccia.
È come fare un mutuo e chiedere che lo paghi qualcun altro, pretendere pazienza e sacrificio a fronte di una evidente assenza di speranze all’orizzonte.
O forse abbiamo frainteso, forse voleva chiederci di resistere fino alla sua e loro definitiva uscita di scena. Loro condannati, noi – è la conclusione di ‘Reggio Sette Punto Zero’ – prigionieri della loro inadeguatezza”.